Orologio dell'Anno 2012

Si è chiusa con successo la prima edizione del premio “Orologio dell'Anno”. La nuova formula del nostro tradizionale premio orologiero ha previsto la selezione da parte della nostra redazione di trentasei orologi suddivisi in dodici sezioni, scelte in base a quelle che sono le maggiori tendenze del mercato: Solotempo, Cronografo, Subacqueo, Orologio Complicato, Tourbillon, Tecnica, Design, Savoir-Faire, Donna, Rapporto Qualità/Prezzo (in tre fasce di prezzo). Abbiamo dato dunque a voi lettori la parola: oltre 5.000 i voti giunti in redazione, sia attraverso il modulo sulla rivista che sulla pagina web del nostro blog. La voce di voi appassionati ha decretato il successo di alcuni nomi noti dell'alta orologeria, confermando il gusto italiano per l'orologeria più classica. Patek Philippe vince quindi il titolo di Orologio dell'anno 2012 nella sezione Complicati, mentre Rolex guadagna il titolo per il miglior subacqueo e Audemars Piguet trionfa tra i Solotempo con una nuova riedizione del Royal Oak storico del '72 proprio nell'anno del suo quarantesimo anniversario. Tra i Tourbillon non poteva non trionfare il marchio che porta il nome dell'inventore di questa complicazione, ossia Breguet, mentre per Tecnica, Cronografo e Donna si aggiudicano rispettivamente il titolo Jaeger-LeCoultre, A. Lange & Söhne e Chanel, quest'ultimo con una sofisticato tourbillon volante di manifattura Renaud & Papi che svela come il nostro pubblico non disdegni l'impiego della bella meccanica anche per il gentil sesso. Meno tradizionali i marchi che hanno primeggiato nelle sezioni Design e Savoir-Faire, con l'originalità creativa della MB&F di Maximilian Büsser, e la tradizione orafa di Van Cleef & Arpels. Interessanti le categorie Rapporto Qualità/Prezzo: le abbiamo suddivise per fasce di costo e al di sotto dei 2.000 euro vince Hamilton con un interessante modello che per 1.295 euro offre un cronografo con scala di conversione dal sistema metrico a quello anglosassone. Dai 2.000 ai 10.000 euro avete premiato un classico della modellistica Omega, che con la cifra di 3.550 euro permette l'acquisto di uno Speedmaster con smistamento delle funzioni crono con ruota a colonne e spirale in silicio, che garantisce maggiori performance in termini di precisione, e garanzia di ben quattro anni. Dai 10.000 euro in su, invece, a vincere sui suoi concorrenti è il calendario perpetuo di Glashütte Original, vero e proprio entry-level nella sua tipologia. Citazione a parte per i premi speciali sui quali avevamo finora mantenuto il riserbo: il Gran Premio della Giuria e il Premio New-Entry, assegnati direttamente dalla nostra rivista. Per quanto riguarda il primo, abbiamo scelto il MikrotourbillonS, che colloca TAG Heuer nel segmento di alta orologeria che la Casa sta sviluppando con successo da alcuni anni a questa parte. Per il Premio New-Entry, invece, dedicato a un marchio di recente ingresso sul mercato, abbiamo assegnato lo scettro alla HYT, azienda svizzera di Bienne creata da Vincent Perriard, fautore di un'identità avanguardistica sperimentata già alla guida di Concord e di TechnoMarine.

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