Annessi e connessi...

Prendo spunto da una confessione spontanea da parte di un appassionato che ho avuto modo di conoscere poco tempo fa, un lettore della mia rubrica che in qualche occasione si è riconosciuto nelle cose che scrivo, che in effetti poi sono episodi tratti dalla mia vita vissuta all’interno del negozio e del nostro ambiente da molto tempo. Nel caso specifico, parlavo delle cose - esterne all’orologio - che con attenta cura vengono conservate per sempre a corredo dell’acquisto, quali le pellicole protettive, i sigilli, i cartellini, le bustine porta documenti, i proteggi ghiera in plastica... Mi sono sempre chiesto perché io delle mie collezioni, orologi, Vespe o moto, non abbia mai conservato nulla se non il puro oggetto dei miei desideri, magari l’astuccio, le garanzie (ma non di tutti), i documenti, gli attrezzi di primo soccorso (per i motocicli), ma il resto finisce negli appositi contenitori per rifiuti. Ma questo sono io e visto che non siamo tutti uguali e avendo il massimo rispetto degli altrui modi di fare, voglio chiarire che la mia è solo volontà di comprendere per curiosità, e perché mi affascina esplorare le menti, gli atteggiamenti, il modo di parlare delle persone. E i negozi sono una perfetta palestra per esercitarsi nello studio della psicologia umana, molto utile nel processo di vendita. Non mento, sono sincero: è sicuramente una delle cose più affascinanti del nostro mestiere. Tornando al discorso iniziale, il cliente mi ha spiegato il perché di tanta attenzione alle cose che richiedeva fossero lasciate con l’orologio, e alla fine di un discorso interessante e con argomentazioni del tutto plausibili ed esaustive che lasciano trasparire un’intensa passione per l’oggetto di culto, mi ha convinto che anche le cose che a noi possono sembrare le più banali e incomprensibili per altri rappresentano un rituale che appaga una passione. Pertanto quando un cliente mi chiederà di non togliere nulla, proprio nulla, neanche la più piccola delle cose dall’imballo originale dell’orologio, non lo guarderò più come un alieno: per tutto c’è sempre una ragione.

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