“Ritocchino” post-vendita

Le modifiche che subisce con più frequenza un orologio dopo l’acquisto sono quelle su richiesta del possessore. Le modifiche hanno sempre attratto la mente umana nei secoli: i Romani modificavano le bighe a secondo dell’utilizzo, i gladiatori modificavano le armi per affrontare i duri combattimenti contro animali feroci o spietati avversari e poi si sono sempre modificate auto, moto, aerei, motoscafi ecc. L’arte del personalizzare regna sovrana da sempre e quindi perché tener fuori da questa mania gli orologi? E difatti quante volte ci sono capitati sotto gli occhi modelli nati “normali “ e poi trasformati artigianalmente da compiacenti orologiai, orafi, incisori, quadrantai, su preciso ordine dei proprietari? Molte volte devo dire, e spesso pochi giorni dopo l’acquisto, magari con interventi soft, primo fra tutti il cinturino, per continuare nel tempo con il quadrante, l’elemento principalmente attaccato, o le sfere (molto amati gli sferini dei secondi in rosso), per continuare con cose assai più difficili quali inserimenti di pietre preziose sulle lunette, o incisioni e scheletrature dei movimenti. Ma la cosa più singolare è che molti di questi orologi “modificati” e passati di mano in mano sono finiti a nuovi proprietari convinti di essere entrati in possesso di pezzi rari e unici, realizzati dalla Casa per questa o quella ricorrenza o, addirittura, per questo o quel Paese o anche per varie Forze Armate: niente di più falso nella stragrande maggioranza dei casi, niente a che fare con gli originali, pezzi veramente a tiratura limitata e creati in onore di eventi o personaggi famosi. “Il mio è un pezzo speciale, un’edizione rara di una referenza o di un modello normalmente prodotto, acquistato da un collezionista o in un mercato dell’antiquariato o in un remoto negozietto scovato durante un’avventurosa vacanza!”… Questi racconti capitano sovente e quindi deludere il malcapitato con un … “Guardi che il suo è un normalissimo orologio modificato su richiesta di un eclettico precedente possessore” va fatto con stile e garbo, per evitare al malcapitato un attacco di bile con pericolose conseguenze. Ricordate il periodo in cui notevoli quantità di orologi di una notissima Casa svizzera, dotati di quadranti con frivoli colori pastello, invasero i polsi di tanti vip, molti dei quali convinti che fossero originali della fabbrica? Solo un fenomeno legato a un momento che fece molta tendenza e premiò quei geni che ci fecero i soldi deludendo coloro che la bevvero tutta di un fiato. Quindi, come al solito per ben consigliarvi, non fate modifiche ai vostri orologi se ci tenete veramente, in quanto ogni seppur piccolo cambiamento declasserà il vostro bene a prodotto non originale. Se invece comperate un orologio usato, accertatevi chiedendo a un concessionario, o documentandovi attraverso le decine di pubblicazioni, se davvero è un pezzo speciale, numerato o limitato, verificate che sia in possesso delle regolari documentazioni, controllate i numeri della referenza incisi sul fondello o sulla carrure, attraverso i quali si potrà essere certi che si tratti del modello che avete sotto i vostri occhi. È chiaro che con le modifiche sugli orologi non rischierete sanzioni come per quelle previste per auto o moto, ma è pur vero che nessuno riconoscerà come originale un prodotto “ritoccato” e magari danneggiato dall’improprio trattamento.

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