La regolazione della data

Questo che andiamo a trattare è un argomento citato sulla totalità dei manuali di istruzioni d’uso in dotazione agli orologi: la regolazione della data. Anche questo, come altri argomenti già trattati, fa parte delle molteplici domande alle quali noi addetti alle vendite siamo chiamati a rispondere quotidianamente. Ad esempio, il datario non scatta a mezzanotte ma mezza giornata dopo, ovvero a mezzogiorno: noi ruotiamo le lancette avanti di 12 ore e il gioco è fatto… Anche questioni all’apparenza molto semplici sono portate alla nostra attenzione. La data è rimasta sospesa a metà, non è scattata completamente: motivo? Sicuramente ciò è dovuto a un urto, o a un componente usurato a causa di scarsa manutenzione. Il datario, sebbene possa sembrare nell’immaginario collettivo un meccanismo semplice, di fatto non lo è. Non si pensi a esso come a un elemento legato esclusivamente all’estetica dell’orologio: di fatto è pur sempre una complicazione. Anche l’affissione digitale più semplice (quella tipica, a finestrella) ha sotto al quadrante: una ruota collegata a quella delle ore ma con un numero di denti doppi, che compirà un giro ogni 24 ore, e un disco a 31 denti sul quale si trovano i 31 giorni, un organo di ritegno che lo tenga fermo in maniera da far stare immobile il numerino nell’apposita finestrella anche a seguito di urti o scossoni. Questo solo per il datario più semplice, figurarsi per datari doppi (giorno e data) o per quelli con complicazioni quali i calendari annuali o perpetui o i grandi datari a doppia finestrella, come quelli di A. Lange & Söhne o Glashütte Original… Esistono poi i datari analogici, presenti per lo più assieme ad altre complicazioni. In questi casi la sfera, alla cui sommità si trova di solito una mezza luna, indicherà la data generalmente stampata sul bordo del quadrante, compiendo un giro completo in 31 giorni. Fin qui la teoria, ma per l’argomento data i guai iniziano in fase di rimessa al giorno esatto. Un tempo si doveva far fare alle lancette il classico giro delle 24 ore del quadrante per tante volte quanti erano i giorni da recuperare. In seguito alcuni calibri permettevano di muovere le lancette dalle 21 alle 00:30 e ritorno, per far avanzare di un giorno la data. Quindi sono arrivate le rimesse rapide attraverso più posizioni della corona o con correttori o pulsanti posti sulla carrure. L’operazione di rimessa, seppur di facile esecuzione, comporta spesso danni al meccanismo se non eseguita con semplici accorgimenti ben evidenziati e raccomandati sui manuali d’uso in dotazione. È qui che consigliamo con fermezza di annotare e di tenere bene a mente che le correzioni non andranno mai effettuate dalle ore 20.00 alle ore 3.00 (confrontando i diversi pareri di quattro note e prestigiose Maison, è uscito fuori questo arco temporale). Ciò perché durante questo periodo il meccanismo che permetterà al datario di passare automaticamente da un giorno all’altro è ingaggiato e se “disturbato” si vendicherà provocando danni al meccanismo e al vostro portafoglio. Un’appendice per le fasi lunari: per la rimessa in fase della luna, mai eseguirla tra le 21 e le 23. Quindi per un orologio con datario e fasi lunari, come recita il manuale d’uso Patek Philippe, l’ora ottimale per le correzioni data/luna sarà alle 18.00 ad esempio. In conclusione, non sottovalutate il datario del vostro orologio: attenetevi scrupolosamente alle istruzioni nel caso della rimessa, seguite un accurato programma di manutenzione e sicuramente non rischierete le consuete spese - in questo caso onerose - per i danni causati da cattivo uso.

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