Interventi parziali: sì o no?

Nel mondo degli orologiai quello delle riparazioni parziali è un argomento che crea divisioni e anima discussioni con pareri contrastanti. Molto spesso capita di aver bisogno di un intervento parziale sul proprio orologio, ad esempio per sostituire un vetro che si danneggia, un albero di carica che si spezza, un perno del rotore dell’automatico che si rompe, una nuova molla… In questi casi, per una buona riuscita dell’intervento è necessario distinguere il tipo di lavoro da effettuare. In un buon laboratorio la tendenza generale è quella di sconsigliare l’intervento parziale, in particolare se sono trascorsi più di due anni dall’ultima revisione generale. A maggior ragione se l’intervento è ritenuto invasivo e se deve essere effettuato su un orologio di un certo prestigio o avente complicazioni particolari. La motivazione alla base di tale riserva è riconducibile al fatto che spesso, smontando parzialmente un movimento e lavorandoci per risolvere il problema, pur avendo eseguito la riparazione con competenza il meccanismo potrebbe paradossalmente bloccarsi. Perché? Il motivo è da ricondursi al seguente fatto: è sufficiente che un’impurità, magari presente nel movimento da anni, mossa dall’intervento dell’orologiaio, si metta in circolo nel meccanismo ed ecco che si presenta il suddetto problema con conseguente lamentela tipica da parte del cliente: “…quando l’ho consegnato funzionava perfettamente, era solo un problema parziale…”. Non sarà facile a questo punto far capire al cliente che l’intervento eseguito non poteva in alcun modo influenzare la marcia dell’orologio. La questione si complica se parliamo della sostituzione di un vetro zaffiro andato in frantumi. I frammenti del vetro spesso si insinuano nel movimento attraverso il foro della data o quello delle sfere, aumentando così il rischio che l’orologio possa fermarsi; ecco quindi la necessità di una revisione completa per garantire il corretto funzionamento dell’orologio, e tutto questo solo… Per un vetro rotto. Spesso a nulla valgono i nostri consigli e i clienti, irritati e perplessi per quelle che a loro sembrano delle regole troppo rigide, decidono di non procedere al lavoro. Pronti a sostenere la spesa del solo ricambio, a loro avviso trattandosi di una cosa da nulla, non sono disposti ad accettare l’oggettivo aumento di spesa. La conseguenza è che, usciti dal negozio dove le regole sono il buon servizio e l’alta professionalità, entrano in un altro dove un collega “meno rigido” esegue l’intervento parziale senza tener conto del male che fa all’orologio. Questo discorso dell’evenienza delle riparazioni parziali è ovviamente legato al tipo di orologio, al suo valore, al prestigio della marca, al tipo di movimento, all’età; è ovvio che se si tratta di un oggetto economico spesso non vale la pena farlo riparare o, al contrario, nel caso di un orologio piuttosto nuovo si potrà tentare l’intervento parziale, pur non assicurando un risultato finale pienamente soddisfacente. Parlando invece di orologi di alta gamma, escluderei in modo assoluto le riparazioni parziali, sia per una questione di etica professionale che per rispetto del sofisticato movimento e, non ultimo, per il fatto di non poter garantire la riparazione. Le Case, infatti, in nessun caso accettano il discorso della riparazione parziale, a garanzia del prodotto e a tutela del cliente che, con la preferenza accordata al marchio al momento dell’acquisto dovrebbe implicitamente accettarne il “modus operandi”. Il primo e unico pensiero dell’appassionato, infine, dovrebbe sempre essere il rispetto dell’oggetto e, quindi, affidarlo solo in mani sicure, tenendo conto dei consigli di veri esperti qualificati.

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