Niente dura in eterno

“Come è possibile che il mio orologio sia durato tanto poco?” (Dove spesso “tanto poco” sta per 60/70 anni ). Ecco un’altra domanda che ci viene posta molto spesso. È infatti pensiero comune che gli orologi, in particolare quelli di marche prestigiose, i cosiddetti “miti” dei collezionisti, siano eterni. Ma niente dura in eterno, e gli orologi non fanno eccezione. In base alla nostra esperienza, possiamo certamente provare ad indovinarne la durata, ma certo non con precisione assoluta. Per conservare a lungo un orologio saranno essenziali le cure e le attenzioni che il proprietario dedicherà al prezioso oggetto, usandolo in maniera consona, secondo le specifiche tecniche e con manutenzioni periodiche presso laboratori abilitati, che naturalmente utilizzeranno componenti originali per le riparazioni. Ho visto troppe volte arrivare nei nostri laboratori orologi di marca, con complicazioni anche importanti, fortemente danneggiati perché trascurati, utilizzati impropriamente o, soprattutto, perché sottoposti a interventi di riparazione e/o manutenzione effettuati da “mani poco esperte”. A volte alcuni proprietari ignorano l’effettivo valore e il prestigio del proprio orologio, di cui sono entrati in possesso spesso attraverso una eredità o magari per regalo, e di conseguenza senza avere prima acquisito la cultura necessaria per gestirlo e, quindi, finendo per affidarlo al primo artigiano individuato sotto casa. Per altri la scelta dell’orologiaio “qualunque” può avvenire per diffidenza nei confronti dei rivenditori autorizzati, spesso visti come troppo dispendiosi e poco attenti alle personali esigenze del cliente. Nulla di più errato e dannoso per l’orologio! Senza dimenticare che i laboratori non autorizzati non possono impiegare ricambi originali, vista la difficoltà o totale impossibilità di reperirli (poiché le Case li forniscono solo ai propri centri assistenza autorizzati). Ciò si traduce in conseguenze negative per la durata e il valore nel tempo del vostro orologio, che subirà automaticamente un declassamento a prodotto non originale. Altra cosa importante sono i consigli forniti dal riparatore del centro autorizzato al momento della riconsegna di un orologio sottoposto a manutenzione. Si tratta di consigli dettati da anni di esperienze specifiche e certificate da seri corsi di aggiornamento. Ad esempio, solo un laboratorio autorizzato, informato costantemente dalla Casa madre, potrà suggerire la massima cautela nell’utilizzo di un orologio laddove le parti di ricambio relative a quel calibro risultino in esaurimento. Con l’avanzare dell’età, poi, così come avviene per noi esseri umani, anche per gli orologi vale la regola di mantenere un buono stile di vita. Evitiamo quindi al pezzo “vintage” i selciati delle strade romane a bordo dell’amata Vespa, la spiaggia anche solo sotto l’ombrellone o lo sci invernale; credetemi, non sono battute di spirito, ho constatato purtroppo con i miei occhi come molte persone sottopongano il proprio orologio da collezione a tali comportamenti, e ne ho poi avuta triste conferma in laboratorio. Vedete, non è la singola volta, ma l’insieme di tanti episodi che intaccheranno la durata dell’orologio, la cui “vita” si accorcerà, finché giungerà veloce il momento della non riparabilità, con tristi conseguenze e profonde delusioni dipinte sui volti. L’orologio, infatti, più di ogni altro oggetto rappresenta quasi sempre un ricordo: un particolare momento della vita, una persona importante, il primo lavoro, la laurea, un traguardo professionale o di vita. Di conseguenza, udire quell’antipatico verdetto sarà duro, l’ho vissuto spesso durante la mia lunga carriera. Un consiglio spassionato, quindi: affinché l’orologio possa accompagnare per decenni prima noi e poi i nostri figli, dobbiamo averne cura come si fa con le cose che si amano, conservandolo nei luoghi e soprattutto nei modi giusti, come descritto in altra occasione su queste pagine, nulla di più.

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