Meglio il quadrante o il movimento?

Meglio il quadrante o il movimento?

Cosa guardiamo quando acquistiamo un orologio?

La risposta degli addetti al settore è che non c’è movimento che tenga, perché chi acquista un orologio, dopo averlo valutato nel suo insieme, guarda soprattutto al quadrante e pare che siano in pochi quelli che si lasciano affascinare soprattutto da un movimento ben fatto. Eppure la tendenza a mostrare la meccanica in ogni modo, perfino attraverso il quadrante stesso, lascia presupporre un altro modo di pensare da parte del pubblico dell’orologeria. E voi, cosa ne pensate?

Siete d’accordo con il nostro lettore di Rende (CS), che ci scrive (sul numero 162) protestando a gran voce contro i quadranti scheletrati, o siete di quelli che non acquistano un orologio se non ha fondello a vista e quasi quasi ve lo allaccereste al polso al rovescio?

Il Wyler-Zagato

Questi interrogativi, che nel nostro lavoro tornano periodicamente a farsi sentire, si sono fatti più pressanti nella mia testa dopo aver assistito alla presentazione del nuovo orologio Wyler Genève realizzato in collaborazione con l’atelier Zagato (centro design e carrozzeria che produce edizioni limitatissime per collezionisti di macchine sportive, da Ferrari a Maserati, in esemplare unico o in “serie” da 9 a 99 esemplari). Lo studio di design di Andrea Zagato, amico d’infanzia di Marcello Binda (amministratore delegato del Binda Group, proprietario della Wyler Genève), ha disegnato un bellissimo quadrante in alluminio che dà a questo “difficile” orologio un appeal totalmente nuovo. Da parte sua, la Wyler si è impegnata a equipaggiare i 25 esemplari della serie Wyler-Zagato con un movimento inedito per la Casa, derivato dal calibro a carica manuale con riserva di carica di 8 giorni della BNB Concept, una delle aziende svizzere oggi all’avanguardia nella fornitura di movimenti personalizzati (è loro anche il tourbillon impiegato da Hublot, Bell & Ross e Franc Vila).

Ora, davanti a Marcello Binda che tendeva a far soffermare l’attenzione della stampa specializzata sulle interessanti caratteristiche del movimento (la stampa specializzata è sempre sensibile all’argomento “meccanica”), per una volta mi sono trovata a pensare che quest’orologio lo acquisterei in primo luogo per il quadrante. Ed è un punto di vista inedito per chi, come me, gli orologi di solito li analizza “dal di dentro”!

Sarà per una punta di orgoglio davanti al fatto che si tratta di design italiano, sarà perché le persone che sono dietro al progetto sono imprenditori attenti che hanno a cuore proprio l’italianità dei loro prodotti. Fatto sta che in questo caso, mi sta bene così.

Industria meccanica con un occhio all’ambiente

Alla luce della recente certificazione di Wyler Genève come il primo marchio svizzero a zero emissioni di carbonio, l’azienda ha richiesto un’analisi preventiva per il lancio dell’evento dell’orologio Wyler-Zagato. Le dirette emissioni di carbonio che deriveranno dall’evento sono state quindi valutate in anticipo e saranno controbilanciate attraverso i progetti adeguati della Carbon Neutral Company, come l’impianto, in Cina, di una centrale idroelettrica per la produzione di energia. L’azienda inglese Carbon Neutral Company ha anche certificato Wyler Genève come azienda a zero emissioni di carbonio dopo aver analizzato le sue emissioni dirette. Wyler Genève continuerà a valutare il proprio impatto ambientale in tutte le operazioni ed a controbilanciare tali emissioni laddove è necessario, incoraggiando allo stesso tempo i fornitori ed i partner a considerare il loro impatto ambientale.

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