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Lotta alla contraffazione

5 novembre 2007 Valentina Ronchi 2 commenti

Lotta alla contraffazione

L’annoso problema delle truffe causate dalla vendita di merci contraffatte a danno della società civile e la conseguente adozione di misure cautelative sono stati al centro di pagine e pagine dei numeri passati della nostra rivista.

Diverse sono le Case orologiere corse ai ripari con l’uso sempre più frequente di efficaci sistemi antifalsificazione. Una tra queste è la Rolex che impiega ora elementi difficilmente riproducibili sui alcuni dei suoi nuovi modelli, ad esempio i Date, come l’incisione del numero di serie e del marchio della Casa, ripetuto senza soluzione di continuità, sul rehaut intorno al quadrante e l’incisione della corona simbolo della Casa all’interno del vetro zaffiro di protezione (quasi invisibile a occhio nudo). Inoltre, in luogo del tradizionale ologramma sul fondello, sulla carrure del Date a ore nove troviamo adesso una piccola pellicola adesiva, di semplice rimozione, raffigurante una sorta di codice a barre, chiamato data-matrix. Questo simbolo è in realtà una matrice a lettura ottica, contenente informazioni codificate sul modello e sul produttore, che consentono la tracciabilità del prodotto. Il data-matrix è utile sia in fase di controllo qualità, sia a tutela dell’originalità dell’orologio uscito dalla fabbrica. Nella pratica, il simbolo viene rilevato da un lettore ottico, che decifra i dati contenuti (fino a 50 caratteri alfanumerici in appena 2 o 3 millimetri quadrati), identificando il singolo orologio.

Riportiamo ora un breve estratto dell’intervista ad Antonello Colosimo, Vice Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, pubblicata a pagina 56 de L’OROLOGIO n. 162:

D. Professor Colosimo, quanto pesa oggi la contraffazione sul sistema economico?

R. Premetto che nessuno è in grado di dare dei numeri scientificamente validi, in quanto non possiamo avere contezza della “produzione” della contraffazione, ma possiamo averne esclusivamente dalla “repressione”. Quindi tutto quello che sappiamo per certo è evidentemente legato a quello che viene sequestrato. Ma per dare qualche dato aggiornato, prima che arrivi il nuovo rapporto dell’OCSE previsto per la fine del 2007, possiamo tranquillamente affermare che in termini di volumi, la contraffazione oscilla tra il 5-7% del PIL mondiale: un valore altissimo.

D. L’acquirente, probabilmente, non è esente da colpe.

R. In effetti oggi il compratore è sempre più “sedotto” dalla qualità dei prodotti contraffatti che vengono immessi sul mercato. Egli, però, ha la propria parte di responsabilità perché non esiste l’acquirente inconsapevole. Una delle maniere per dissuaderlo è proprio quella della sanzione amministrativa che obbliga al pagamento di una pena pecuniaria.

D. Come si può evitare ciò?

R. Non c’è una risposta unica. Sicuramente interessante è l’esempio di Firenze, dove si è scelto di fare una campagna di sensibilizzazione degli acquirenti, partita proprio in settembre, che illustra ai visitatori di questa straordinaria città, siano essi italiani o stranieri, i rischi, i reati, le responsabilità e i pericoli connessi all’acquisto di materiale contraffatto. Si tratta di un’idea importante e che sicuramente andrà “esportata” in altre realtà italiane.

In foto, il data-matrix sulla carrure del Rolex Oyster Date.

Categorie:Rado, Rolex, Servizi

  1. +Tom+
    23 novembre 2007 a 9:11 | #1

    Lotta alla contraffazionele incisioni sul rehaut, la coroncina sul vetro e le altre corbellerie che rolex inventa, sono le prime cose che i falsari hanno imparato a riprodurre

    inoltre da primi sondaggi, gli appassionati non hanno assoltamente gradito l’ostentazione del marchio in un posto così delicato come il bordo quadrante….assolutamente di cattivo gusto

  2. Roberto Tarabella
    8 dicembre 2007 a 14:59 | #2

    Il problema della contraffazione è a mio avviso molto più ampio e grave di quanto a volte si immagini ed uno dei seri problemi è la costante crescita del livello “qualitativo” di questi prodotti che attraggono ancor più i possibili acquirenti.

    Da non sottovalutare il fatto che pare che questi falsi “addirittura a volte appellati come d’autore” non siano prodotti in remote località asiatiche, bensì da no in Eu. e va tenuto presente che per la loro realizzazione, occorrono investimenti, spazzi, strutture e macchinari, nonchè manodopera specializzata che li sappia utilizzare, in quanto si tratta di cosiddette macchine a controllo numerico, complesse nel suo utilizzo e molto costose.

    Dette macchine, non lavorano col principio del “tornio a copiare” ovvero mettendo nella macchina un pezzo come campione, la stessa lo riproduce piuttosto fedelmente, ma funzionano tramite un “cervello” computer che va impostato inserendo tutta una serie di numeri, dati, misure e quote.

    Ora quantopiù tali dati, misure saranno precisi, quantopiù il risultato sarà fedele all’originale. Studiando da tempo il fenomeno nella sua “evoluzione qualitativa” mi son trovato di fronte a parti esterne, anche di riproduzioni di orologi di marchi molto prestigiosi, che sottoposti a misure e comparazioni, differiscono unicamente per la qualità più scarsa ovviamente dei metalli con i quali sono composte, ma che combaciano invece perfettamente in merito a misure.

    Ciò a mio modestto avviso è frutto di una sorta di furto di dati a danno delle maison produttrici o di loro ditte satellite, collaboratori ecc. in quanto le suddette macchine non accettano il benchè minimo errore.

    Detto questo siamo lontani dalla perfezione di un originale, ancora fortunatamente riconoscibile, grazie al movimento ed a caratteristiche che lo rendono per certi versi unico ed appunto quindi riconoscibile.

    Ma il fenomeno è serio ed occorre interrogarci in fretta su cosa potrà accadere in futuro.

    Forse sarà necessario tornare “come in alcuni casi ancora accade” ad una maggior manualita’ nella realizzazione di manufatti di tale pregio, al tocco dell’uomo che seppur eseguito da mani sapienti resta sempre unico ed irripetibile sigillo e marchio di autenticità, che a volte va oltre un logo o una griffe seppur di alta gamma.

    Cordialmente

    Roberto Tarabella

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