Lotta alla contraffazione

Lotta alla contraffazione

L'annoso problema delle truffe causate dalla vendita di merci contraffatte a danno della società civile e la conseguente adozione di misure cautelative sono stati al centro di pagine e pagine dei numeri passati della nostra rivista.

Diverse sono le Case orologiere corse ai ripari con l'uso sempre più frequente di efficaci sistemi antifalsificazione. Una tra queste è la Rolex che impiega ora elementi difficilmente riproducibili sui alcuni dei suoi nuovi modelli, ad esempio i Date, come l’incisione del numero di serie e del marchio della Casa, ripetuto senza soluzione di continuità, sul rehaut intorno al quadrante e l’incisione della corona simbolo della Casa all’interno del vetro zaffiro di protezione (quasi invisibile a occhio nudo). Inoltre, in luogo del tradizionale ologramma sul fondello, sulla carrure del Date a ore nove troviamo adesso una piccola pellicola adesiva, di semplice rimozione, raffigurante una sorta di codice a barre, chiamato data-matrix. Questo simbolo è in realtà una matrice a lettura ottica, contenente informazioni codificate sul modello e sul produttore, che consentono la tracciabilità del prodotto. Il data-matrix è utile sia in fase di controllo qualità, sia a tutela dell’originalità dell’orologio uscito dalla fabbrica. Nella pratica, il simbolo viene rilevato da un lettore ottico, che decifra i dati contenuti (fino a 50 caratteri alfanumerici in appena 2 o 3 millimetri quadrati), identificando il singolo orologio.

Riportiamo ora un breve estratto dell'intervista ad Antonello Colosimo, Vice Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, pubblicata a pagina 56 de L'OROLOGIO n. 162:

D. Professor Colosimo, quanto pesa oggi la contraffazione sul sistema economico?

R. Premetto che nessuno è in grado di dare dei numeri scientificamente validi, in quanto non possiamo avere contezza della “produzione” della contraffazione, ma possiamo averne esclusivamente dalla “repressione”. Quindi tutto quello che sappiamo per certo è evidentemente legato a quello che viene sequestrato. Ma per dare qualche dato aggiornato, prima che arrivi il nuovo rapporto dell’OCSE previsto per la fine del 2007, possiamo tranquillamente affermare che in termini di volumi, la contraffazione oscilla tra il 5-7% del PIL mondiale: un valore altissimo.

D. L’acquirente, probabilmente, non è esente da colpe.

R. In effetti oggi il compratore è sempre più “sedotto” dalla qualità dei prodotti contraffatti che vengono immessi sul mercato. Egli, però, ha la propria parte di responsabilità perché non esiste l’acquirente inconsapevole. Una delle maniere per dissuaderlo è proprio quella della sanzione amministrativa che obbliga al pagamento di una pena pecuniaria.

D. Come si può evitare ciò?

R. Non c’è una risposta unica. Sicuramente interessante è l’esempio di Firenze, dove si è scelto di fare una campagna di sensibilizzazione degli acquirenti, partita proprio in settembre, che illustra ai visitatori di questa straordinaria città, siano essi italiani o stranieri, i rischi, i reati, le responsabilità e i pericoli connessi all’acquisto di materiale contraffatto. Si tratta di un’idea importante e che sicuramente andrà “esportata” in altre realtà italiane.

In foto, il data-matrix sulla carrure del Rolex Oyster Date.

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