L’AIHH diventa FHH

28 marzo 2007 Dody Giussani Lascia un commento Vai ai commenti

Qualcuno si ricorderà ancora dell’Associazione Interprofessionale dell’Alta Orologeria (AIHH, dalle iniziali francesi). Un’associazione di 11 marchi (Audemars Piguet, Baume et Mercier, Cartier, Corum, Ebel, Girard-Perregaux, IWC, Jaeger-LeCoultre, Piaget, Vacheron Costantin e Zenith) e 200 negozi, che certificava il valore professionale dei suoi associati attraverso adeguati corsi di formazione. Cosicché molte orologerie in Italia vantavano servizi di assistenza o addetti alla vendita certificati AIHH e, se associati, esponevano la relativa targa accanto alla porta del negozio.

Tale associazione si è sciolta alcuni anni fa, per ragioni che non conosciamo abbastanza a fondo per star qui ad analizzarle.

Oggi, dalle ceneri di quell’esperienza, nasce la Fondation de la Haute Horlogerie, il cui segretario, non a caso, è lo stesso Jean-Claude Roustant che era segretario dell’AIHH.

Non sono le stesse, invece, le marche associate. Non compaiono ad esempio né Zenith, né Ebel o Corum, ma la cerchia si è ristretta ai marchi del Richemont Group, affiancati da Audemars Piguet e Girard-Perregaux. Sebbene ci sia la volontà da parte della Fondazione di accogliere nuovi membri, al momento marche importanti come Patek Philippe e Breguet si tengono fuori, mentre Rolex ha risposto all’invito con un categorico no.

La Fondazione condivide con la vecchia AIHH gli stessi fini di formazione della forza vendita, e a questo ruolo affianca un nuovo obiettivo: quello della promozione della cultura dell’Alta Orologeria, attraverso un Centro Culturale che ha il suo primario strumento di comunicazione nel portale hautehorlogerie.org, in inglese e francese. L’Italia, quindi, al momento è tagliata fuori. Ma è una scelta anche comprensibile, visto che nel nostro Paese la cultura dell’Orologeria (tutta, senza preconcetti o limitazioni) è già diffusa e sostenuta da una stampa specializzata di assoluto livello.

In bocca al lupo, quindi, alla neonata Fondazione. Aspettiamo di vederne gli sviluppi futuri, sperando di poterne condividere le politiche e le strategie di comunicazione.

Per gli operatori che fossero interessati all’attività di formazione, riportiamo i titoli dei corsi che saranno messi in programma dalla Fondazione: “Tecniche di vendita”, “Cultura orologiera”, “Servizio post vendita e situazioni difficili”. A questi seguiranno seminari di approfondimento (“Haute Horlogerie e le complicazioni”, “La conclusione della vendita e la difesa dei valori”) e un corso specifico per manager della vendita al dettaglio (“Dinamizzare l’organizzazione e il team di vendita in un negozio di Alta Orologeria”).

  1. Marisa Littardi
    29 febbraio 2008 a 12:47 | #1

    L'AIHH diventa FHHVorrei chiedere un’informazione se fosse possibile e per chi può rispondere. Possiedo un Corum acquistato nel 1976 con quadrante in piuma d’uccello e con ricarica manuale. Purtroppo in alcuni punti anche se non si vede a occhio nudo si è come gonfiata o sollevata la piuma, perchè la lancetta delle ore si blocca, nonostante la carica continui a battere.
    Sara’ possibile, alla luce di quanto gli operatori dicono in questo blog di estremo interesse, correggere il difetto o restaurare l’orologio?
    Posso rivolgermi a qualcuno?
    Grazie Marisa Littardi di Ospedaletti Imperia

  2. Dody Giussani
    1 marzo 2008 a 15:56 | #2

    Le consigliamo di rivolgersi alla Corum Italia: tel. 02.869.841.88.
    Saluti.

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