Ulysse Nardin: tradizione e avanguardia

Cinque soci de L’Orologio Club il 9 e 10 marzo sono andati alla scoperta del dietro le quinte di una Casa come Ulysse Nardin, con una lunga storia alle spalle e con uno spirito innovatore come pochi sul mercato.
La nostra visita è iniziata negli stabilimenti di La Chaux-de- Fonds, aperti nel 2004, dove nascono i movimenti del marchio. I soci del Club hanno avuto l’occasione di vedere come funziona lo scappamento a forza costante, grazie alla spiegazione del suo ideatore, Stephan Von Gunten.
L’impegno del dipartimento Ricerca & Sviluppo si concentra sul progetto dei movimenti realizzando disegni in 3D che poi passano ai reparti di industrializzazione. Dal progetto si passa alla prototipazione e, quindi, alla fabbricazione dei componenti su macchine a controllo numerico, per poi giungere all’assemblaggio in linea, dove i movimenti si spostano da una postazione di lavoro all’altra trasportati da un carrello, protetto dalla polvere. Al termine dell’assemblaggio, ogni movimento viene testato e ricontrollato sia dal punto di vista funzionale che estetico. Se passa i test viene mandato nella manifattura di Le Locle per il montaggio in cassa. La messa a punto di un nuovo movimento può richiedere circa due anni e ogni calibro, seguendo un percorso di tracciabilità, viene costantemente monitorato in ogni fase di produzione per verificare eventuali problemi.
A Le Locle, sede storica della manifattura Ulysse Nardin, nell’atelier delle grandi complicazioni vengono assemblati i calibri più sofisticati in modo tradizionale: invece della linea di assemblaggio, in cui ogni orologiaio lavora su una pare del movimento completo, qui ogni maestro orologiaio si occupa di tutte le fasi di montaggio del calibro, alla A alla Z.
Uno dei mestieri che si tramandano in Ulysse Nardin che ha maggiormente affascinato i nostri ospiti è stata della smaltatura dei quadranti, ammirata negli atelier di Donzé Cadrans, azienda fondata nel 1972 e nel 2011 acquisita dalla Casa di Le Locle, pur continuando a lavorare anche per altri nomi dell’orologeria svizzera. Il Direttore Claude-Eric Jan ha illustrato ai nostri soci tutti i tipi di smaltatura eseguiti, tutti di tipo grand feu: lo smalto tradizionale bianco, il flinqué, il champlevé e il cloisonné.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Translate »