Montblanc: storia e innovazione

Il 6 e 7 giugno 2017 otto soci de L’Orologio Club hanno partecipato alla visita alle manifatture Montblanc di Le Locle e Villeret. Quella tra i due siti produttivi è una unione di competenze: tecnologia moderna la prima, artigianalità la seconda. Negli atelier di Le Locle, situati in una bellissima villa Art Déco del 1906, nasce il design degli orologi della Maison ed è qui che avviene l’assemblaggio dei calibri (tranne quelli di alta orologeria che sono interamente realizzati a Villeret). La maggior parte degli orologi che sono assemblati a Le Locle montano movimenti su base Sellita o ETA, che la Maison modifica con l’aggiunta di complicazioni sviluppate in-house. Uno dei punti di forza della manifattura di Le Locle è il laboratorio per il controllo qualità che si occupa di testare dalla A alla Z gli orologi, anche quelli realizzati a Villeret. Punta di diamante del controllo qualità è il test delle 500 ore, che simula il primo anno di vita di un orologio al polso. Un vero fiore all’occhiello, in quanto sono pochissime le Maison che hanno investito in un proprio laboratorio di verifica interno. La manifattura di Villeret si occupa della produzione dei pluricomplicati, che avviene ancora secondo le antiche tecniche orologiere, utilizzando anche macchine utensili d’epoca. Al suo interno è conservato un archivio completo dei registri degli orologi prodotti e venduti, con relativo anno di produzione, nonché un vero tesoro di vecchie parti originali conservate per preservare il patrimonio storico dell’azienda. I movimenti di manifattura sono realizzati interamente qui, a partire dai componenti. Molti di essi si distinguono per la particolarità delle forme che spesso riprendono quelle di storici modelli o calibri Minerva. Il progetto di ogni movimento, il cui lo sviluppo richiede dai 3 ai 5 anni, nasce nel reparto tecnico, che opera in stretta collaborazione con due orologiai per verificarne l’effettiva fattibilità. Fiore all’occhiello di Villeret è il reparto spirali: la Maison è orgogliosa di mostrare di aver mantenuto l’autonomia nella realizzazione di queste parti del movimento, cui taglio, curvatura, contaggio e fissaggio sono rigorosamente eseguiti con macchine utensili manuali. Anche l’equilibratura finale del bilanciere è eseguita rigorosamente a mano. Nel corso della visita, i nostri soci sono stati accompagnati da Lara Doddi, Marketing Training Manager Montblanc Italia, Alessandro Citarelli, Boutique Manager di Corso Vercelli a Milano, ed Eva Leonti, Marketing Coordinator Montblanc Montre a Le Locle. “Di questa visita mi hanno particolarmente colpito la scrupolosità e la serietà di chi lavora con tanta passione per ottenere il massimo”, ha dichiarato Salvatore Bova. Cosa sottolineata anche da Angelo Riccardi: “Quello che emerge è il valore delle persone che trasmettono la maestria dell’artigianalità”. E da Carlo Zanna, che definisce Montblanc un concentrato di “Passione, know-how, tecnologia, artigianalità e alta orologeria”. L’impressione di Daniele Ania è stata quella di “un marchio attento, che con cura e garbo cerca di muoversi con intelligenza nel portare i suoi prodotti a livelli alti. Significative, in questo senso, sono le prove delle 500 ore effettuate anche su esemplari non di manifattura”. “Un marchio che cerca di rinnovarsi, ma senza rivoluzionare quella che è stata l’eredità di Minerva: la tradizione come punto di partenza dell’innovazione”, così Domenico Sposato ha riassunto la sua esperienza nelle manifatture di Villeret e Locle. E per Giuliano Tiberio: “L’eredità di Demetrio Cabiddu e della precedente storia di Minerva è pressoché intatta e proiettata al futuro. Mi è sembrato di vedere in essere un percorso di maggiore integrazione delle diverse anime del marchio in campo orologiero”.

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