Le aste volano durante la pandemia

Patek Philippe Ref. 1518
(collezione Jean-Claude Biver)

Cosa è successo nel mondo dell’orologeria nella prima metà di questo 2020 aggredito dalla pandemia? Ci sono state due conseguenze opposte: le esportazioni di segnatempo nuovi hanno subìto una drammatica diminuzione, mentre il mercato del vintage, in particolare i grandi brand come Rolex, Patek Philippe e altri, hanno avuto una impennata che continua ancora. Tra le ragioni, c’è il fatto che stando più in casa, molti collezionisti hanno avuto il tempo di dedicarsi al loro hobby, mentre altri hanno scoperto una passione nuova. I dati parlano chiaro: un’asta di Christie’s dei primi mesi del 2019 ha totalizzato quasi 2 milioni di dollari; la stessa casa d’aste quest’anno sempre nei primi mesi, ha raccolto 1,8 milioni di dollari, ma ancora meglio ha fatto l’asta online di maggio, con poco più di 5 milioni di dollari di Hong Kong nel 2019 e oltre 12 milioni in quella dello stesso periodo del 2020. Stesso discorso vale per Phillips, che con l’appuntamento di maggio del 2019 ha venduto segnatempo per 25,7 milioni di franchi svizzeri e nel week end del 27-28 giugno 2020 addirittura 30 milioni di franchi svizzeri con il 100 per cento di lotti venduti e 2mila compratori online provenienti da 70 Paesi. In questa occasione è stato battuto un Patek Philippe Ref. 1518 del 1948, appartenente alla collezione di Jean-Claude Biver, che ha totalizzato a 3.400.000 franchi svizzeri, stabilendo un record mondiale.

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