IL MERCATO 2006: I PRIMI DATI

Sono 8,5 milioni gli orologi da polso venduti in Italia nel 2006, pari ad un valore di 1,36 miliardi di euro: è quanto emerge dalla indagine sugli acquisti di orologi da polso in Italia durante il 2006, effettuata per conto di ASSOROLOGI da GfK Marketing Services Italia, primo gruppo di ricerche di mercato in Italia.

Questi dati segnano una crescita significativa del comparto nel nostro Paese: il mercato dell’orologeria segna un incremento infatti del 2,5% a quantità e addirittura del 15,4% a valore rispetto al 2005. Questa performance è dovuta al sensibile incremento del prezzo medio che passa dai 141 euro del 2005 ai 159 euro del 2006.

Come già nel 2005, a quantità prevalgono i modelli da donna (52,7% contro il 38,1 da uomo), mentre sul piano del valore i modelli da donna e da uomo si equivalgono.

E’ netta la prevalenza dei modelli solotempo (79,8%) rispetto ai cronografi, nonché dei movimenti al quarzo (73%) rispetto ai meccanici.

Continua ad essere preferita la cassa in acciaio (86%) così come il quadrante analogico (91,3%) mentre il bracciale in metallo si conferma nel 52% dei casi il più diffuso.

Il canale tradizionale (Gioiellerie ed orologerie) resta quello privilegiato (50% degli acquisti in quantità e 64% a valore). Interessanti le performance delle gioiellerie poste all’interno di centro commerciali (10,7% a quantità e 15,7% a valore) e dei negozi monomarca (9,2% a quantità e 5,2% a valore), mentre risultano ancora marginali gli acquisti effettuati nei negozi di articoli sportivi o di abbigliamento e via Internet.

«Sono chiari gli elementi che inducono all’ottimismo sulle capacità di rilancio del settore – afferma il Presidente ASSOROLOGI Mario Peserico -. Dopo alcuni anni difficili l’orologio da polso ha stabilmente imboccato la strada della crescita grazie anche alla capacità di innovazione tecnica, di design e di ricerca sui materiali dimostrata dalle Case. L’Italia si conferma, come è tradizione ormai consolidata, uno dei principali mercati del mondo per l’orologeria».

Fonte: Assorologi

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