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Le iniziative della Fondation de la Haute Horlogerie

16 giugno 2009 Simonetta Suzzi 3 commenti

Le iniziative della Fondation de la Haute Horlogerie

E’ stata presentata ufficialmente in Italia, lo scorso 9 giugno a Milano, la prima campagna mondiale contro la contraffazione, lanciata dalla Fondation de la Haute Horlogerie e dalla Fédération de l’Industrie Horlogère Suisse.Firmata da Emanuele Pirella, la campagna, attraverso il claim “Falso l’orologio, falso chi lo porta” vuole sensibilizzare il pubblico su una piaga che sta registrando gravi danni per l’industria orologiera. Il mercato del falso ha infatti avuto ultimamente un’impennata, superando nel mondo i 200 miliardi di dollari, con una quota che va dal 5 al 7% del commercio internazionale.

La Fondation de la Haute Horlogerie, inoltre impegnata sul fronte della ricerca, ha voluto focalizzare la sua attenzione sul mercato dell’orologeria al dettaglio in Italia, il più importante mercato europeo in questo settore, in mano a molte piccole aziende a tradizione familiare, alle prese con due grandi sfide: il passaggio generazionale e i grossi competitor internazionali. Lo scopo è quello di approfondire quali siano le strategie e le decisioni attuabili dalla famiglia ritenute più opportune durante queste fasi cruciali della vita aziendale. Da ciò è nata la collaborazione con SDA Bocconi e in particolare con il Professor Guido Corbetta (Dean Bocconi Graduate School) e con la Dottoressa Luana Carcano, le cui analisi sono confluite nel volume “Clock Builders e Time Tellers” pubblicato da Egea (15 euro). Nel testo vengono prese ad esempio pratico alcune importanti aziende italiane appartenenti alla Fondazione Alta Orologeria, come Barozzi (Brescia), Camparini (Reggio Emilia), Fagnola (Torino), Hausmann (Roma), Pisa (Milano), Rapisarda (Catania), Rocca (Milano), Verga (Milano).

Categorie:Barozzi, CK, Novità, Rapisarda

  1. tino48
    21 giugno 2009 a 19:59 | #1

    è inutile piangere sul latte versato.
    se una parte dell’industria orologera svizzera,invece di
    andare in asia a realizzare componenti a basso prezzo,fosse
    rimasta in europa per la componentistica dei suoi orologi,
    ora queste campagne non servirebbero,per la sicura bassa
    qualità dei falsi.purtroppo pe l’avidità di pochi,pagano
    in molti.la globalizzazione è una scusa molto comoda.

  2. Dody Giussani
    26 giugno 2009 a 18:06 | #2

    Caro Tino,
    il suo commento a mio avviso semplifica un po’ troppo la questione. Esistono implicazioni che richiedono comunque un intervento dell’industria orologiera per sensibilizzare il pubblico degli acquirenti.
    Ci sono varie considerazioni da fare:

    1. Prima di tutto, esistono casi di marchi che non realizzano i loro prodotti in Cina, come ad esempio la Ferrari, eppure sono lo stesso oggetto di falsificazione.

    2. Anche nel caso in cui un produttore decida di fabbricare dei componenti in Cina, non per questo le fabbriche cinesi devono ritenersi autorizzate a produrre dei falsi. Il fabbricante sarà comunque stato oggetto di un comportamento sleale lesivo della sua immagine che va a danneggiare gravemente il suo business, contro il quale ha tutto il diritto di difendersi.

    3. Anche se uno la pensasse come lei, ovvero che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, la campagna non ha l’unico scopo di far vendere i prodotti originali per non vedersi sottratto del guadagno dall’industria dei falsi, ma ha anche una forte valenza sociale. Non ci stancheremo mai di ripetere che il mercato dei falsi nasconde spesso interessi poco puliti e incrementa lo sfruttamento di lavoratori non regolari.

    Quello che è invece un punto debole di questa iniziativa, a mio avviso, è la scelta di rivolgere questo messaggio solo agli appassionati di orologeria. Lo trovo limitante e sbagliato, in quanto un vero appassionato ha già fatto la sua scelta e difficilmente acquisterebbe un falso. Invece, fino ad oggi, questa campagna in Italia ha trovato spazio solo sulla stampa specializzata.

  3. Carlo83
    7 agosto 2009 a 17:50 | #3

    A mio avviso la falsificazione è un’enorme piaga da combattere a tutti i costi e su tutti i campi, per mantere alti i valori di qualità e originalità.
    Possedere un’orologio,è avere un qualcosa di bello,un pezzo di altissima meccanica, e di fine lavorazione manuale,un pezzo di storia,che ti contraddistingue, che ti strappa un sorriso di soddisfazione ogni qualvolta lo guardi.
    Mi sembra più dignitoso possedere un’orologio di poco valore ma originale, piuttosto che un falso,un vorrei ma non posso, solo per apparire, ciò che probabilmente non siamo.L’industria del falso si sa chi attira, e la cosa più buffa è vedere copie di orologi da svariate migliaia di euro al polso di chi proprio non può permetterselo.Io penso sia meglio essere se stessi,accettare ciò che si è ed abbassare il tiro, così da evitare probabili brutte figure.
    Io leggo la rivista perchè sono un grande appassionato, mi affascinano in maniera pazzesca gli orologi,magari quello che sogno non potrò mai permettermelo, ma sicuramente non acquisterò mai un falso che non sarebbe in grado di soddisfare i miei desideri. Meglio essere che apparire…

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