Le copie in plastica danneggiano l'orologeria svizzera?

Le copie in plastica danneggiano l'orologeria svizzera?

Un utente del Blog ci accusa (non proprio velatamente) di servilismo verso le Case svizzere, poiché sul numero in edicola riportiamo la notizia ddelle azioni legali intraprese dalla Audemars Piguet contro i produttori di copie dei suoi orologi, anche di quelle in plastica (acquistate come gioco da molti appassionati ben consapevoli che non si tratta di Audemars Piguet originali). Riporto di seguito il testo pubblicato da L'Orologio e, nei commenti, il messaggio dell'utente, cui rispondo con piacere.

Siete tutti invitati a partecipare al dibattito (non abbiamo paura delle critiche, che nella maggior parte dei casi aiutano a crescere e migliorarsi!).

Da L'Orologio 159, in edicola:

Si mormora che…

Audemars Piguet all’attacco della plastica!

Alla prima comparsa dei codiddetti “plasticoni”, ovvero quegli orologi in policarbonato trasparente che nel design si rifanno a modelli famosi e amati, dal Rolex Daytona al Panerai Luminor o al Royal Oak di Audemars Piguet, la domanda che circolava nell’ambiente era sempre la stessa: “…ma le Case copiate lasceranno fare?”. Beh, fino a l’altro ieri è stato così, né si è mai mormorato (a dispetto del titolo di questa rubrica) di una qualsivoglia azione legale contro questi oggetti che, in qualche modo, alimentano il sogno di chi un Rolex Daytona, per esempio, proprio non può permetterselo… Fino all’altro ieri, appunto. Perché è recente la notizia che la Audemars Piguet, nell’ambito di una seria e importantissima politica di salvaguardia del marchio dalle contraffazioni, abbia attaccato anche i produttori di “simil Royal Oak” in plastica.

La Casa ha infatti predisposto un’unità anticontraffazione, composta da avvocati e investigatori privati, che è già intervenuta in diverse occasioni ottenendo ad esempio la chiusura di stand di produttori di copie in plastica già a BaselWorld 2006 e, allo stesso tempo, ha aperto una quindicina di procedure civili e penali di fronte a tribunali svizzeri, francesi e italiani, contro grossisti e dettaglianti di copie “in plastica”, tutte terminate o sotto pendenza. Sono stati inoltre confiscati 400 orologi presso grossisti e dettaglianti italiani.

In parallelo a queste misure, l’unità di vigilanza anti-contraffazione di Audemars Piguet ha perseguito e rinforzato le sue azioni contro i falsari “classici”, ovvero quelli che realizzano repliche contraffatte in metallo. Nel 2006 sono state organizzate 126 incursioni, che hanno permesso di sequestrare 6.300 pezzi, e avviate una cinquantina di procedure civili e penali, terminate con oltre 30 condanne a favore di Audemars Piguet. Inoltre sono stati chiusi 120 siti Internet che vendevano contraffazioni Audemars Piguet e oltre 600 prodotti contraffatti sono stati ritirati dai siti di vendita all’asta eBay.

Insomma, chi vuole copiare o replicare un Audemars Piguet, sia in plastica che in metallo, è avvertito...

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