I sorprendenti Geneva Watch Days

Il 2020 è l’anno dei fuori salone senza salone. Si è cominciato a gennaio con la LVMH Watch Week a Dubai, appena prima che il mondo si fermasse e con esso i due saloni previsti ad aprile. Sono passati mesi di divieti e incertezze e senza manifestazioni o eventi di alcun tipo. Fino al 26 agosto, quando si sono aperti i Geneva Watch Days. Una tre giorni di presentazioni e (pochi) eventi, cui hanno aderito ufficialmente 16 Case e ufficiosamente numerose altre piccole realtà, in un “fuori non-salone” che si è svolto nei più vari luoghi della città.
I nomi di richiamo si potevano incontrare negli alberghi più grandi e lussuosi, sul Quai du Mont-Blanc. Per intenderci, quegli hotel dove già alloggiava la nobiltà europea oltre un secolo fa (all’Hotel Beau-Rivage spirò Elisabetta di Baviera, la “Principessa Sissi”, pugnalata a morte da un anarchico sul lungolago di Ginevra).

Al Ritz-Carlton è stato svelato il nuovo record mondiale di Bulgari, l’Octo Finissimo Tourbillon Cronografo Scheletrato Automatico, che riunisce in un solo orologio gli ultimi 4 record della Casa, in appena 7,40 millimetri di spessore. E quella che il Ceo Jean-Christophe Babin ha definito una “nuovissima collezione”, ma che di fatto è uno straordinario ritorno: l’Aluminium. Un orologio che fu un best-seller di Bulgari dei primi anni 2000, ora riproposto e aggiornato in alcuni particolari stilistici, perdendo il nome “Diagono” ma mantenendo la sua lunetta inclinata. Il nuovo Aluminium è destinato a diventare l’entry price della Casa nel segmento maschile, su cui si è concentrata l’intera presentazione di prodotto tenutasi a Ginevra, inclusa l’estensione di gamma dell’Octo Finissimo S. Ancora in casa Bulgari, la firma Gérald Genta vede il lancio di un secondo modello, sempre sulla cassa dell’Arena Bi-retro, ora in una versione bicolore.

Girard-Perregaux sperimenta ancora sull’elemento identificativo del Tourbillon Tre Ponti, evolvendo il suo design nel “Free Bridge”: un unico ponte sottile e con estremità a punta di freccia, incurvato ad accogliere la gabbia del tourbillon. La vera novità, però, è tutta tecnica. Il Free Bridge adotta infatti un nuovo bilanciere in silicio, materiale che Girard-Perregaux ha impiegato fra i primi – nel 2013 - nella realizzazione di uno scappamento rivoluzionario: il Constant Escapement L.M., dove le iniziali stanno per Luigi Macaluso, colui che ha riportato in vita la marca alla fine degli anni ’80. Il bilanciere a inerzia variabile del Free Bridge ha una geometria che ricorda le pale di un mulino a vento, alle cui estremità sono inserite delle masse: quattro simmetriche e quattro asimmetriche (ogni coppia di masse è posta alle estremità di un diametro e le più grandi si alternano alle più piccole sul perimetro). Le masse di regolazione più grandi possono scorrere sui bracci in silicio del bilanciere (verso il centro o verso l’esterno) per una macro-regolazione della frequenza di oscillazione. Le masse più piccole, eccentriche, possono invece ruotare su loro stesse, per la regolazione fine della frequenza, allo scopo di aggiustare con precisione la marcia dell’orologio.

Ulysse Nardin prosegue sulla strada dell’orologeria stupefacente, con il Blast. Un modello scheletrato che riprende la collezione Executive fondendo il design del quadrante scheletrato di quest’ultimo alla tecnologia del silicio e a una cassa dalle geometrie ispirate al bombardiere Stealth. La descrizione che ne dà la Casa è un fiorire di definizioni esplosive, per un tourbillon automatico con microrotore dotato di bilanciere con spirale in silicio oscillante a 18.000 alternanze/ora, come nella migliore delle tradizioni. L’orologio si inserisce nella linea di prodotto segnata dal cosiddetto “fattore X”, introdotto dalla Casa con il Freak X.

Bulgari non è stato il solo nome a puntare sul segmento degli entry price. Breitling lancia l’Endurance Pro, cronografo al quarzo con cassa in Breitlight, materiale polimerico registrato dalla Casa; inscalfibile, leggerissimo e termicamente stabile. Il movimento è il Breitling SuperQuartz, calibro al quarzo termocompensato, che mantiene quindi la sua precisione anche in circostanze caratterizzate da importanti variazioni di temperatura (fra 8 e 38 gradi centigradi, come richiesto dalla certificazione COSC, figurarsi nelle nostre città, in cui sperimentiamo al massimo, in estate, sbalzi dai quasi 40 gradi esterni ai 20 del reparto surgelati dei supermercati). Al variare della temperatura, infatti, i cristalli di quarzo possono cambiare geometria e si modifica quindi la loro frequenza di vibrazione. Il circuito integrato dei movimenti SuperQuartz compensa le variazioni di frequenza indotte dal calore o dal freddo.

H. Moser & Cie. amplia la gamma dello Streamliner, presentato nei mesi scorsi nella variante cronografica, con un tre sfere denominato – appunto – Centre Seconds. E lo dota di un inconfondibile quadrante sfumato nella tipica tonalità di verde impiegata dalla Casa.
Sulla stessa linea De Bethune, che lavora sul suo iconico DB28 introducendo il ponte centrale, dalla caratteristica foggia a delta, in zaffiro blu. Anche Czapek & Cie. Ha lavorato su un modello già in collezione, il Place Vêndome Tourbillon ora lanciato nella versione Dark Matter, con l’impiego di smalto nero per il quadrante e titanio ADLC per la cassa. Dalla materia oscura passiamo alla luna con la creazione di Louis Moinet, che incastona un vero frammento lunare nel suo Moon (nome che non lascia nulla all’immaginazione). Per presentare questo e gli altri modelli, la Casa francese ha allestito all’Hotel d’Angleterre una galleria di memorabilia cinematografiche tratte dai maggiori film di fantascienza americani, a cominciare dalla saga di Star Wars. Non a caso all’ingresso si era accolti da R2-D2, in tema con il modello Space Revolution, che riproduce sul quadrante due navicelle spaziali. Il tema di Star Wars lo ritroviamo anche da Urwerk, con il nuovo UR-100 Gold “C3PO” (e chi non riconosce il nome del droide protocollare di Luke Skywalker volti pagina), che alla tipica indicazione dell’ora a satelliti unisce quella dei kilometri percorsi da un punto sull’equatore durante 20 minuti di rotazione della Terra e quelli percorsi dalla Terra, nello stesso intervallo di tempo, nella sua rivoluzione intorno al Sole (38.742 km).

Per ultima, fra le maggiori novità viste alla Geneva Watch Week, abbiamo tenuto la nuova affascinate creazione della Chronométrie Ferdinand Berthoud, firma riportata in vita due anni fa da Karl-Friederich Scheufele, co-presidente di Chopard e grande conoscitore di orologeria. La nuova collezione si ispira ai cronometri da marina realizzati da Berthoud 250 anni fa, quando fu nominato orologiaio della Marina Francese. Il Chronomètre FB2 RE racchiude in una cassa rotonda, come gli storici cronometri da marina, un movimento che rispetta i canoni di cronometria dell’epoca, con sistema di carica a fuso e catena e remontoir d’égalité, per garantire la costanza di marcia durante tutta la carica dell’orologio. Il tutto abbinato all’indicazione saltante dei secondi (secondi morti), che facilita la lettura di questo dato, e a un bilanciere a inerzia variabile che è il vero protagonista del movimento, visibile dal lato fondello e impreziosito da una finitura grené eseguita a mano.

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