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Cartier – I nuovi Tank Must

Da un lato il Tank, con la sua estetica essenziale e dandy, dall’altro il concetto Must che negli anni ’80 rendeva accessibili i codici del lusso Cartier. In chiave moderna, danno vita a un orologio ecosostenibile, alimentato in alcune varianti da un movimento fotovoltaico, il SolarBeat, con batteria della durata di 16 anni. Una prodezza tecnica basata sulla perforazione invisibile degli indici a numeri romani, che consente all’energia solare di raggiungere le minuscole cellule fotovoltaiche nascoste al di sotto del quadrante. “Oggi i Must fanno parte del patrimonio e della leggenda della Maison; (…) devono il loro carattere intramontabile a uno stile riconoscibile al primo sguardo, nonché all’eccellenza della fabbricazione, che caratterizza d’altronde tutte le creazioni Cartier nell’attenzione al minimo dettaglio”, ha dichiarato Pierre Rainero, Direttore dell’Immagine, dello Stile e del Patrimonio di Cartier. Nuovo è anche il cinturino Altstrap abbinato al SolarBeat, composto per il 40% da materiale prodotto a partire da scarti di mele coltivate per l’industria agroalimentare in Svizzera, Germania e Italia. La Maison propone, del nuovo Tank Must, anche versioni animate da movimenti meccanici automatici, con bracciali in acciaio o impreziosite da diamanti. Da segnalare, infine, le versioni colorate. Infatti, restando fedele allo spirito degli anni Ottanta, il nuovo Tank Must in alcune versioni si veste dei tre colori che fanno parte del DNA di Cartier secondo un approccio monocromo, ovvero il rosso, il verde e il blu. Le versioni “colorate” con cassa in acciaio si caratterizzano per il minimalismo del quadrante, privo sia dei numeri romani che della minuteria a “chemin de fer”: un total look cromatico in armonia con i cinturini coordinati.

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