I colori dell'autunno

Quando Patek Philippe presenta ben tre novità insieme, la notizia inevitabilmente oscura tutte le altre.
Anche perché gli orologi in questione sono pezzi da novanta: tre pluricomplicati giocati sul tema del cronografo. Sarà perché sul Nautilus ha portato bene, oppure perché Thierry Stern ci ha preso gusto a tentare il suo pubblico con una tinta insolita all’interno della palette di colori Patek Philippe, fatto sta che il trend “green” non si ferma.
Allora, vediamo di cosa si tratta, partendo da quello che sarà inevitabilmente il più desiderato: il cronografo automatico con calendario annuale in acciaio con quadrante soleil verde oliva (sì, lo stesso tono di verde del Nautilus) e bracciale integrato in acciaio, che sancisce definitivamente l’anima sportiva di questo orologio.

Il secondo modello è un cronografo con Ora Universale dall’intenso quadrante verde scuro, ma con cassa in platino. Il classico anello delle città è classicamente in bianco, ma con le località riportate in verde come il centro del quadrante e il cinturino.

Terza e più importante novità lanciata ieri è il crono rattrapante perpetuo, in oro rosa con quadrante grigio ardesia: un classico Patek Philippe. Desiderato, inseguito e raramente raggiunto (non solo perché costa circa 274.000 euro), andrà certamente ad arricchire le collezioni più prestigiose.
Tre pezzi esclusivi, nonostante l’uso dell’acciaio (ma su un orologio da 52.298 euro, e sarebbe bello poterlo pagare in contanti per ricevere i 2 euro di resto), e sviluppati sulla base di una tipologia – il cronografo – fra le più ammirate dai collezionisti della Casa.

A proposito di questi ultimi, è di ieri anche la notizia della prossima presentazione al pubblico di una fra le maggiori collezioni Patek Philippe al mondo: la “OAK Collection”, che andrà in mostra al Design Museum di Londra dal 10 al 16 dicembre. Fra i 160 orologi, di proprietà di un privato, numerosi Patek appartenuti a Henry Graves Jr. (una delle più grandi raccolte al di fuori del Museo Patek Philippe) e la più ampia collezione di Calatrava al mondo.

Dody Giussani

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