Editoriale – Riuniti per un attimo nel tempo

La mia prima Dubai Watch Week è arrivata come una pioggia fresca dopo un periodo di siccità. Finalmente di nuovo insieme: produttori, orologiai, giornalisti, collezionisti, appassionati. Insieme, per un appuntamento che è stato definito da alcuni colleghi “the greatest show ever”.
E la sua grandezza, incredibile a dirsi (o forse no?), è nel non essere un evento commerciale.

Ciò che la famiglia Seddiqi aveva in mente quando ha creato la Dubai Wacth Week, sei anni fa, era di portare negli Emirati l’esperienza dell’orologeria: quella che i clienti della catena di flagship store e boutique firmate Ahmed Seddiqi & Sons potevano osservare da vicino solo andando in visita alle manifatture orologiere. Hind Seddiqi – direttore generale della Watch Week – e la sua famiglia si sono posti come obiettivo quello di creare un evento in cui unica protagonista sia la cultura dell’orologio.

Il fine è coinvolgere, istruire e intrattenere. L’esposizione dei nuovi modelli quasi fa da contorno al ruolo centrale ricoperto da forum, conferenze, dibattiti e workshop, aperti a tutti.

La mia impressione è che ci sia molto da imparare da questa manifestazione biennale nata in sordina e diventata, per l’intero settore, “the place to be”. Al punto che quest’anno le marche presenti erano quasi 50, fra grandi nomi come Audemars Piguet, Breitling, Bulgari, Chopard, Hublot, Rolex, e piccole firme indipendenti, dalla più nota MB&F all’emergente Rexhep Rexhepi. Tutti presenti alla Dubai Watch Week 2021 con il forte desiderio di rincontrarsi e di fare rete, per riscoprirsi, dopo due anni bui, davvero protagonisti di questo settore.

Meditate gente, meditate…

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