Luca Da Prato, campione italiano di nuoto paralimpico e testimonial Oris, ha portato la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 nella tratta di Gorizia.
Il campione italiano di nuoto paralimpico e testimonial Oris Luca Da Prato ha avuto il privilegio di portare la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 nella tratta di Gorizia. La Fiamma Olimpica arriverà a Milano il 5 febbraio, il giorno precedente la data di inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Oris Italia ha accompagnato Luca Da Prato in questa nuova esperienza, una delle tante ormai vissute dall’atleta originario di Medea (GO), testimoniandone l’energia e lo sguardo sognante che è molto difficile spegnere. Un po’ come la Fiamma che reggeva in mano.
A proposito del privilegio di aver potuto portare la Fiamma Olimpica, un gesto dal forte valore simbolico, Da Prato ha dichiarato: “Portare la Fiamma olimpica oggi ha per me un valore enorme. Arriva a tre anni dall’incidente e dopo un 2025 straordinario, un anno in cui molti dei miei sogni hanno iniziato a prendere forma. È la conferma che, se credi davvero in ciò che fai e lotti con determinazione, anche ciò che sembra impossibile può diventare realtà. Farlo qui, a Gorizia, ha un significato ancora più profondo. Questa è la mia città, il luogo che mi ha regalato una seconda rinascita, una seconda vita dopo l’incidente. Portare la Fiamma tra queste strade è come chiudere un cerchio e, allo stesso tempo, aprirne uno nuovo: è un momento che porterò con me per sempre”.
Riguardo al percorso della Fiamma Olimpica per arrivare a Milano, Da Prato ha detto: ”Se penso al percorso della Fiamma e lo metto in relazione con la mia storia, il punto che sento più mio è senza dubbio Gorizia. Ma c’è anche un altro luogo che rappresenta una tappa fondamentale del mio viaggio, ed è Napoli. Lì ho vinto uno dei miei campionati nazionali, e il sogno di trasformare lo sport in una vera rinascita ha iniziato finalmente a oncretizzarsi. Ho anche incontrato persone che hanno segnato profondamente il mio percorso: gli amici di Cercola, del centro sub Pianeta Mare e dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei. Con loro ho ottenuto il brevetto subacqueo e ho fatto il mio battesimo del mare. È stato un altro modo per sentirmi libero, dentro e fuori dall’acqua”.

Oris Italia al fianco di Luca da Prato
Il testimonial della Casa di Hölstein e campione di nuoto paralimpico ha portato la Fiamma Olimpica nella sua città, Gorizia.
Negli ultimi anni lo sport paralimpico ha conquistato una visibilità nuova. Riguardo a questo aspetto Da prato ha commentato: ”Anche se il mio percorso è iniziato da relativamente poco, confrontandomi con atleti che vivono il mondo paralimpico da molti più anni, mi sono reso conto che è cambiato soprattutto lo sguardo del pubblico: oggi gli atleti paralimpici vengono percepiti per quello che sono, atleti a tutti gli effetti, non più definiti dalla loro disabilità. Questo cambiamento di percezione è fondamentale. Noi siamo sempre stati atleti, come dimostrano le ore di allenamento quotidiano, i sacrifici e la disciplina che il nostro sport richiede. Ma oggi questa realtà è finalmente riconosciuta anche all’esterno. In parallelo, è cresciuta anche la consapevolezza degli atleti stessi. Chi fa dello sport paralimpico una professione e una scelta di vita sente la responsabilità di trasmettere un messaggio che va oltre lo sport: il superamento degli ostacoli, la possibilità di cambiare il proprio destino. Ostacoli che, in forme diverse, tutti affrontiamo ogni giorno. Raccontare le nostre storie significa dimostrare che il cambiamento è possibile. Per chiunque”.
In riferimento, invece, all’importanza del tempo nel nuoto (che è una misura oggettiva, ma non sempre lo specchio esatto del lavoro svolto), l’atleta friulano ha commentato: ”Il mio percorso è iniziato alla fine del 2024, quando la fisioterapia mi ha portato a conoscere la Gorizia Nuoto e la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico. È stato un cammino rapido, quasi sorprendente: tortuoso, ma molto veloce. In poco tempo sono arrivati titoli nazionali, gare internazionali e, nel 2025, sei record italiani. Ma l’inizio è stato senza dubbio il momento più difficile. Le prime gare non sono andate come mi aspettavo, ma il mio carattere mi ha aiutato a non fermarmi. Dopo ogni delusione non vedevo l’ora di tornare in piscina il giorno dopo per lavorare ancora di più. I momenti difficili fanno parte dello sport e della vita. L’importante è guardare sempre avanti, perché proprio da quei momenti nasce spesso la forza per raggiungere obiettivi ancora più grandi”.
Per quanto concerne, infine, il suo incontro con Oris, Da Prato ha detto: “Ho conosciuto Oris alla Barcolana nell’ottobre 2025 ed è stato subito ‘amore a prima vista’. I valori del brand rispecchiano profondamente il modo in cui sto vivendo questo mio viaggio, senza sapere esattamente dove mi porterà. Ogni percorso nella vita è prezioso perché ti regala qualcosa a ogni passo: nuove esperienze, nuove persone, nuove consapevolezze. L’importante è viverlo con autenticità, senza forzature, restando fedeli a sé stessi. Questo è ciò che fa davvero la differenza. E sono valori che hanno un peso enorme soprattutto per i giovani, che rappresentano il nostro futuro. Trasmetterli è una responsabilità, ma anche un privilegio”.









