La corona di carica e regolazione

Posta all’estremità dell’albero di carica, sul fianco dell’orologio, la corona si presenta con forme, dimensioni, materiali e caratteristiche diverse in base alla tipologia di orologio. La corona ha funzioni ben note, quali la carica della molla che fornisce l’energia all’orologio, la messa all’ora, la correzione della data. Il suo posizionamento è generalmente a ore 3, ma spesso possiamo trovarla a ore 4, 2 o 12, alle volte addirittura sul fondello (questa collocazione è dovuta al tipo di movimento, ma può essere determinata anche dal design dell’orologio). Le caratteristiche tecniche della corona sono molto importanti. Si va dalla corona chiusa a vite, posta a protezione dell’impermeabilità dei modelli subacquei, alla meno sofisticata corona impermeabile (a pressione, con guarnizioni di tenuta), alla semplice antipolvere. Sulla corona di carica spesso è inciso il marchio della Casa o sono inserite delle pietre preziose o sintetiche, usualmente a forma di cabochon. Sui cronografi monopulsante, coassialmente alla corona è posto il pulsante di avvio/arresto e azzeramento delle funzioni cronografiche. I materiali utilizzati per la realizzazione delle corone sono molteplici: acciaio, oro, ceramica, anche rivestiti in caucciù. Oggi più che mai la corona è oggetto di varianti e invenzioni sotto il punto di vista del design, a partire dalle forme, troncoconica, a bulbo, per arrivare agli accessori, come leve e coperchi posti a sua protezione, come sul Pasha di Cartier, il Luminor di Panerai o il Chronofighter di Graham. Molto importante è la praticità della corona: una buona zigrinatura, una misura proporzionata, una forma non troppo strana ne facilitano l’uso sia per la carica che per la regolazione. L’utilizzo e i controlli di questo accessorio sono importanti: non si trascuri la possibilità di danni al movimento dell’orologio dovuti al malfunzionamento della corona. Altro discorso è quello dell’impermeabilità. La corona mantiene l’orologio a tenuta solo finché ci si ricordi di cambiare periodicamente le guarnizioni (una volta l’anno, se si usa l’orologio in acqua) e, soprattutto, di chiuderla dopo l’uso. Un esempio su tutti riguarda quella a vite: se non sarà ben serrata, lascerà entrare il nemico più grande, l’acqua, rovinando irreparabilmente il movimento. Infine, ponete sempre la massima attenzione nel maneggiare l’orologio: un urto sulla corona, anche se leggero, potrebbe spezzare l’albero di carica o danneggiare gli organi ad esso collegati, creando col tempo gravi anomalie nel funzionamento dell’orologio.

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