Prevenire è meglio che curare

Eccomi in versione “padre di famiglia” a dispensare , ripetere e rimarcare i buoni consigli... stagionali. Siamo in estate, anche se quest’anno non sembra proprio una di quelle tipiche. In ogni caso, condizioni meteo escluse, si va al mare, in montagna, ai laghi, si fanno quelle attività che alle volte - direi spesso - possono creare problemi agli orologi se questi non sono “preparati” a dovere prima della stagione. Sicuramente tali problemi non riguardano i sedentari, i frequentatori dei tavolini dei bar, i “lettino dipendenti”, ma piuttosto gli irriducibili delle attività estreme: nuotatori, canoisti, velisti, scalatori. E, soprattutto, tutti coloro che amano praticare queste attività con l’immancabile orologio al polso. Mi preme sempre ritornare sui soliti argomenti perché i fatti salienti sono due: spesso si utilizzano orologi non adatti agli stress provocati dall'attività fisica; nessuno fa i necessari controlli pre-estivi sui segnatempo. A me capita rarissimamente che un cliente porti in negozio il proprio orologio per un test sull’impermeabilità e sull’integrità degli accessori (vetro, cinturino, fibbia), prima di recarsi in vacanza qualora preveda di svolgere attività un po' turbolente. Tutti confidano sull’eternità del loro orologio, sulla bontà dei materiali e sulla convinzione che i controlli e le manutenzioni periodiche siano inutili e, soprattutto, un modo di spendere male i propri soldi. Ho ripetuto all’infinito che molti clienti, una volta fatto l’acquisto, dimenticano i consigli ricevuti dai venditori, in particolare tutto ciò che riguarda la manutenzione, le piccole attenzioni e i segnali che potrebbero evitare seri problemi. Solo “a disastro avvenuto” si domandano come mai ciò possa esser accaduto e come mai un così prestigioso orologio li abbia traditi. Quindi, si precipitano dall’orologiaio sperando che possa salvare l’amato e silenzioso compagno di giorni, mesi, anni e vacanze.

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