
Commentare gli orologi senza averli visti e toccati dal vero è un po’ come giudicare un partner dopo averci fatto sesso in webcam. Però, in tempo di Covid, funziona così. Quello che posso raccontarvi è che Zenith ha puntato tutto sul nuovo Chronomaster Sport, equipaggiato dal calibro El Primero 3600, con indicazione centrale dei decimi di secondo (come nello Striking Tenth del 2019) e lievemente modificato per portarne l’autonomia a 60 ore, ma già criticato per il suo bracciale “troppo Rolex”.
Bulgari ha rinforzato la vocazione sportiva dell’Octo Finissimo S con un cronografo in acciaio molto “italiano”: uno sportivo elegante nell’accezione più classica. Su questo orologio, che ho toccato con mano nella boutique di Milano, posso aggiungere che ha una fisicità completamente diversa rispetto al cronografo Octo Finissimo in titanio. Leggermente meno sottile, più ampio e decisamente più pesante, dà l’idea di un “tool watch” più che di un pezzo di design.
Concludendo, la manifestazione virtuale ha funzionato e sembra aver soddisfatto gli organizzatori, grazie ai costi contenuti. Ma la sensazione che ha lasciato è quella di una grande stanchezza per chi ha ospitato l’evento – e doveva barcamenarsi fra i diversi fusi orari – e di una certa noia per coloro vi hanno partecipato in collegamento, distratti dall’ambiente circostante e privati di quella che è la naturale condivisione di spazio e tempo. Intanto, il prossimo appuntamento sarà ancora online, con il Watches & Wonders. Decisamente più grande della LVMH Watch Week, quasi 40 espositori, sarà il vero banco di prova per la fruibilità dei saloni virtuali.


