Vicenzaoro: nuove visioni

L’edizione estiva di Vicenzaoro 2026, dal 4 all’8 settembre, rafforza la presenza orologiera al VO Vintage. Matteo Pollini, Exhibition Manager di IEG – Italian Exhibition Group, racconta investimenti, crescita internazionale e nuove prospettive per l’orologeria italiana di qualità.

L’ingresso di Vicenzaoro accoglie operatori e appassionati. A settembre 2026 il quartiere fieristico cambierà volto con l’apertura del nuovo padiglione 2.

A settembre Vicenzaoro cambia volto. L’edizione 2026 segna infatti l’apertura del nuovo padiglione 2, un’opera attesa da anni e destinata a ridisegnare non soltanto gli spazi, ma anche l’esperienza complessiva della manifestazione. A raccontarlo è Matteo Pollini, Exhibition Manager di IEG – Italian Exhibition Group, con il quale abbiamo approfondito le prossime evoluzioni della fiera e il ruolo crescente dell’orologeria. “Abbiamo demolito la vecchia ‘chiocciola’, conosciuta anche come piramide, e realizzato una costruzione innovativa su due piani, perfettamente integrata nel quartiere fieristico”, spiega Pollini.

Matteo Pollini, Exhibition Manager di IEG – Italian Exhibition Group, ci ha esposto investimenti, strategie e prospettive della manifestazione vicentina, per un pubblico sempre più ampio.

Un investimento infrastrutturale importante, tutt’altro che scontato in un settore nel quale spesso si preferisce replicare formule consolidate. Proprio per questo il nuovo edificio rappresenta un segnale concreto: Vicenzaoro non vuole limitarsi a crescere nei numeri, ma punta ad alzare la qualità dell’accoglienza e del business. La novità più significativa sarà il trasferimento dell’area T-Gold all’interno del quartiere fieristico principale. La manifestazione dedicata alle tecnologie per la gioielleria, finora ospitata in un’area separata, entrerà così nel cuore di Vicenzaoro. “Potremo presentare l’intera filiera produttiva sotto lo stesso tetto, favorendo sinergie tra espositori e visitatori”, sottolinea Pollini. È il completamento di un progetto che rende più leggibile e contemporaneo il format.

Una delle aree espositive dedicate all’orologeria vintage, cuore di VO Vintage e punto d’incontro tra collezionisti, operatori e appassionati.

VO Vintage, focus sull’orologeria

Sul fronte orologiero viene confermata la strategia che ha dato a VO Vintage una fisionomia precisa. L’appuntamento aperto al pubblico continuerà a concentrarsi sul secondo polso di alta gamma, con due edizioni annuali a gennaio e a settembre. Una scelta che separa con chiarezza il vintage destinato a collezionisti e appassionati dal contemporaneo rivolto ai professionisti, evitando sovrapposizioni e rafforzando così entrambi i mondi.

Un Rolex GMT-Master d’epoca racconta il valore culturale del secondo polso in mostra al VO Vintage, all’interno di una proposta selezionata e sempre più autorevole sul mercato italiano.

“Il vintage ci consente di avvicinarci alle community e di offrire una piattaforma solida, sicura e unica in Italia, nella quale incontrarsi, acquistare e formarsi attraverso gli eventi”, spiega Pollini. La sicurezza, in particolare, è diventata uno degli elementi più apprezzati dagli espositori. Parallelamente cresce anche la presenza del gioiello d’epoca, capace di intercettare un pubblico ampio e curioso. Vicenzaoro mantiene invece una vocazione nettamente B2B per i marchi contemporanei, quindi con accesso consentito solo agli operatori del settore.

Con visitatori provenienti da oltre 150 Paesi, resta tra le principali fiere mondiali del comparto e si rivolge soprattutto ai compratori alla ricerca di prodotti destinati alle vetrine delle gioiellerie. Due anime distinte, dunque, ma capaci di alimentarsi reciprocamente. A sostenere questa crescita è l’investimento da 60 milioni di euro nel nuovo padiglione: una scelta che attirerà a Vicenza ancora più operatori internazionali.

Un segnatempo Patek Philippe viene esaminato durante il VO Vintage: attenzione ai dettagli, competenza e trasparenza sono elementi centrali nell’esperienza di acquisto.

L’Orologio dell’Anno 2026 a Vicenza

Si terrà a Vicenzaoro la cerimonia di consegna dei premi dell’Orologio dell’Anno 2026, l’unico riconoscimento italiano del settore, istituito nel 1994 dalla nostra rivista.

Novità dell’edizione di settembre sarà la consegna dei premi dell’Orologio dell’Anno proprio a Vicenza, con una cerimonia ospitata nei giorni di Vicenzaoro e VO Vintage. L’evento aggiunge un tassello a un calendario capace di affiancare all’esposizione commerciale occasioni di confronto, cultura e divulgazione. Portare il premio nella manifestazione significa valorizzare il prodotto contemporaneo senza confonderlo con l’identità commerciale di VO Vintage.

È anche un modo per riunire a Vicenza marche, professionisti, collezionisti e pubblico attorno a un momento istituzionale condiviso come il premio italiano dedicato al settore, che da anni rappresenta un punto di orgoglio per la rivista L’Orologio e i marchi premiati. Per la fiera rappresenta inoltre un segnale di centralità crescente nel panorama italiano dell’orologeria.

Un weekend da vivere, tra passione e divulgazione

È anche attraverso il programma di eventi che VO Vintage consolida la propria identità. Parte integrante dell’esperienza è il calendario di incontri, talk e approfondimenti. Un’opportunità per conoscere da vicino la storia, la tecnica e l’evoluzione del mondo dei segnatempo ed entrare nel mondo del collezionismo non solo attraverso le rarità in vetrina, ma anche le storie e le persone che vi ruotano attorno.

Gli incontri e i talk arricchiscono il programma di VO Vintage. Tra gli appuntamenti in agenda a settembre, un episodio dal vivo del nostro podcast Laboratorio..

Sabato 5 settembre Dody Giussani, direttrice della nostra rivista L’Orologio, e Pietro Pannone, founder di Ghiera Orologi e co-autore del podcast Laboratorio, registrano live una puntata sul tema “L’orologeria che parla italiano al mondo”, dedicato alle sfide della gestione di un grande gruppo dell’orologeria: dalla distribuzione alla gestione differenziata di licenze e marchi di proprietà. Massimo Carraro, Presidente e Amministratore Delegato di Morellato Group, è protagonista di un confronto sul modello di business di un gruppo che oggi conta 14 marchi di proprietà, 7 marchi in licenza e 5 in distribuzione, tra cui Sector, Philip Watch, Karl Lagerfeld, Maserati, Fossil, Emporio Armani e Diesel. L’appuntamento sottolinea il ruolo sempre più centrale della divulgazione e della creazione di community nel mondo dell’orologeria contemporanea, mettendo a confronto competenze, esperienze e nuove modalità di raccontare la cultura del segnatempo.

Nella serata sabato, poi, si terrà la cerimonia di premiazione del già citato Orologio dell’Anno 2026 (su invito), il riconoscimento assegnato dai lettori della nostra rivista L’Orologio. Nella giornata di domenica 6 settembre Irene Baiardi, orologiaia e perito della Camera di Commercio presso Gioielleria Orologeria Baiardi Andrea di Bologna, illustrerà “L’Arte della Cronografia: Maison iconiche, meccanica e glossario per collezionisti”, un approfondimento sul funzionamento del cronografo attraverso il metodo di rimontaggio, tra meccanismi e storia dell’orologeria, per entrare nel fascino della cronografia e della sua tradizione.

DEEP-X

Due invece sono gli appuntamenti a cura di Watch Insanity. Il direttore responsabile Michele Mengoli e l’editore Jacopo Giudici porteranno a VO Vintage DEEP-X, il progetto collettivo che ha celebrato i 10 anni di Watch Insanity con un segnatempo unico nel suo genere e movimento ultra-personalizzato Made in Italy raccontato da Riccardo Paradisi, fondatore di Paradisi Watches, Giancarlo Rota, direttore operativo di Oisa 1937, e Carmelo Amalfi, Watch Designer (sabato). La domenica, “Il microbrand italiano alla conquista del mondo” sarà dedicato a Venezianico, realtà che ha raggiunto 15 milioni di euro di giro d’affari e una produzione di circa 40.000 orologi l’anno.

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