Patek Philippe Calatrava 7200, l’Officier per lei

A Watches and Wonders 2026 Patek Philippe ha presentato due inediti Calatrava 7200 per signora, con cassa in stile Officier da 34,6 mm di diametro in oro bianco.

Patek Philippe Calatrava 7200
Le due versioni del nuovo Calatrava da signora, entrambe con la cassa in oro bianco. Da sinistra. Total look azzurro ghiaccio per la Ref. 7200/50G-012, con il cinturino in pelle di alligatore. E color sabbia, per la Ref. 7200/50G-001, con il cinturino in pelle di vitello. Entrambi hanno lo stesso prezzo: 35.759 euro.

Sobria ed essenziale, la collezione Calatrava lo è per “natura”. Da quando è nata, nel 1932, è sempre stata la quintessenza della “classicità” e dell’eleganza secondo Patek Philippe. Eppure nel tempo ha dimostrato di essere capace di evolversi, di modificarsi per seguire i cambiamenti di gusto – da non confondersi con la moda e le tendenze, mi raccomando –, di assumere estetiche diverse, senza tradire la propria identità storica, il proprio carattere. E lo sa fare a volte in modo molto sottile, altre più radicale. Come nel caso dei nuovi esemplari da signora lanciati a Ginevra, alla scorsa edizione di Watches & Wonders. Due inediti Calatrava 7200 che rivisitano la versione presentata nel 2013 e la vestono di nuovi colori. Basta dare un’occhiata alla line-up della famiglia di orologi sul sito ufficiale – 11 referenze in tutto -, per notare quanto questi modelli femminili si discostino dagli altri.

Patek Philippe Calatrava 7200

La differenza sta tutta nel design della cassa, che qui assume le forme dello stile Officier. Rigoroso, minimale, ma tutt’altro che spoglio. Al contrario: sontuoso, grazie alla scelta di precise tonalità e alle finiture. Il nuovo Calatrava 7200 è declinato in due monocromie: color sabbia e azzurro ghiaccio, sfumature che assumono effetti di luce cangianti grazie alla lavorazione soleil del quadrante, e sono messi in risalto dall’oro bianco lucido della cassa. Quanto al resto, nessuna decorazione, nessun diamante incastonato. Un puro “solo tempo” che mostra ore e minuti, privo perfino della lancetta dei secondi. Per chi desidera le pietre preziose, i concessionari di Patek Philippe hanno a disposizione altri Calatrava da donna: le referenze 4997, espressione di un’altra femminilità. I Calatrava 7200 hanno invece un valore e un significato storico ben preciso, che vale la pena di ricordare.

Patek Philippe Calatrava 7200
La cassa misura 34,6 mm di diametro, una dimensione espressamente studiata per i polsi femminili. Da notare la costruzione essenziale, con la lunetta bombata e le anse dritte, tipiche dello stile Officier. La finitura lucida dell’intera superficie sottolinea la vocazione elegante dell’orologio.

I primi orologi da polso

Anche chi non conosce il francese, intuisce che il termine officier vuol dire “ufficiale”, inteso come figura della gerarchia militare. E rimanda a un pezzo di storia dell’orologeria, all’esordio degli esemplari da polso. Si racconta infatti che alla fine dell’Ottocento furono i graduati dell’esercito i primi a indossare al polso gli orologi, consapevoli di quanto fossero infinitamente più comodi rispetto ai modelli da tasca durante le azioni sul campo. Per questo adottarono cinturini improvvisati – custodie in cuoio tipo polsiera in cui inserire la cassa, oppure strisce di pelle fatte scorrere in barrette metalliche posticce, profilate a U e saldate a ore 12 e a ore 6 –, così da poter appunto adattare al braccio i “tasca” più piccoli.

Patek Philippe Calatrava 7200
Il quadrante riporta esclusivamente l’indicazione delle ore e dei minuti per mezzo delle lancette “a pera” e dei numeri Breguet applicati in oro bianco, oltre ai piccoli cabochon, sempre in oro bianco, per la minuteria. Lo sfondo beige sabbia è decorato da una lavorazione soleil, interrotta solo dal logo Patek Philippe in décalque a ore 12.

Fino ad allora gli orologi da polso erano considerati “roba da donne”, di qualunque tipo fossero. Preziosi bracciali gioiello in oro, gemme o smalti sfoggiati con grazia dalle signore dell’alta società – come quello della contessa ungherese Koscowicz, realizzato proprio da Patek Philippe nel 1868 e considerato il primo orologio svizzero della storia. O pratici esemplari in metallo che le bambinaie legavano al polso con un nastro: messi in sicurezza, dopo che manine infantili vogliose e maldestre avevano provato a distruggere i delicati esemplari appesi al petto con una spilla… Si trattava comunque di accessori che nessun uomo si sarebbe mai sognato di portare, per non scalfire la propria immagine virile.

Patek Philippe Calatrava 7200

Lo stile Officier

A un certo punto però la funzionalità ebbe la meglio sui pregiudizi. Le prime testimonianze sull’utilizzo degli orologi al polso da parte degli ufficiali risalgono agli anni ’80 dell’Ottocento, quando Girard-Perregaux fece una fornitura alla Marina tedesca. Ma più ancora durante la Seconda guerra anglo-boera (1899/1902), che vide contrapposti l’esercito britannico e i coloni sudafricani di origine olandese. Si dice che furono proprio gli inglesi a vincere, grazie agli attacchi ben pianificati e coordinati con i loro segnatempo – non a caso chiamati wristlet. Successivamente, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e l’affermarsi dell’aviazione, gli orologi da polso conobbero una diffusione sempre maggiore.

Patek Philippe Calatrava 7200
Il Calibro 240, a carica automatica, è un ultrapiatto che misura 27,5 mm di diametro per 2,53 mm di spessore. Conta 152 componenti montati su 27 rubini e ha un’autonomia di 48 ore. Da notare il micro-rotore decentrato in oro 22 a 22 carati, il bilanciere Gyromax, brevettato da Patek Philippe, che lavora a una frequenza di 21.600 A/h (3 Hz) e monta una spirale Spiromax, anch’essa brevettata dalla Manifattura ginevrina.

E fu proprio nei primi decenni del secolo scorso che fu codificata la cassa Officier. Doveva essere necessariamente semplice e priva di fronzoli, di forma rotonda, compatta e con le anse “a filo”, dritte e accuratamente saldate alla carrure. Uno standard per una certa tipologia di field watch, poi entrata (e rimasta) a far parte dell’uso comune. Patek Philippe la riscoprì con una nuova generazione di Officier nel 1989, in occasione del 150° anniversario, nella leggendaria Referenza 3960, realizzata in un’edizione limitata di 2200 esemplari sempre all’interno della collezione Calatrava. Va da sé che nella storia dell’orologeria da tasca e da appoggio il termine Officier rimanda a tutt’altro significato.

Calatrava 7200

Patek Philippe Calatrava 7200 e il Calibro 240

Spiegata la questione della cassa Officier del nuovo Calatrava 7200, merita almeno qualche riga la meccanica che lo anima: il Calibro 240. Uno dei movimenti automatici più famosi, iconici e longevi nella storia dell’alta orologeria. Creato nel 1977, in piena crisi del quarzo, nacque con il preciso obiettivo di dimostrare che la meccanica poteva battere l’elettronica sul terreno dell’eleganza e della sottigliezza. Creato dal progettista di Patek Philippe Gérard Berret, aveva uno spessore di 2,3 mm grazie al micro-rotore decentrato, inserito direttamente nell’architettura dei ponti. Oggi come allora, il piccolo dispositivo riesce a generare inerzia per caricare la molla del bariletto, a dispetto delle dimensioni ridotte, perché è realizzato in oro 22 carati. Una lega metallica densa e pesante, capace di garantire un’eccellente efficienza a ogni minimo gesto del polso.

Calatrava 7200
Come d’abitudine da Patek Philippe, il movimento è finemente rifinito a mano: i ponti sono lavorati a côtes de Genève, la platina è perlée, gli spigoli arrotondati da un leggero smusso e lucidati, il micro-rotore sempre a côtes de Genève è personalizzato dalla Croce di Calatrava. Sul ponte in alto, capovolto, si vede il Sigillo Patek Philippe, garanzia di qualità non solo meccanica ma dell’intero orologio.

Nel tempo, chiaramente, il Calibro 240 ha dimostrato tutta la propria validità. Si è rivelato una straordinaria piattaforma su cui montare diversi moduli delle complicazioni, senza mai perdere la proverbiale sottigliezza. E poi si è evoluto con l’acquisizione di sempre nuovi componenti e tecnologie, mirati a garantire un’ottimale costanza di marcia. Come la spirale Spiromax in Silinvar, un derivato del silicio che non necessita di lubrificazione, è del tutto insensibile ai campi magnetici e alle variazioni di temperatura. Tant’è che Patek Philippe continua a utilizzare il Calibro 240 nei modelli più prestigiosi in catalogo: non solo nei Calatrava, ma anche negli esemplari dell’Ellipse d’Oro della linea Nautiluscome i nuovi, ambitissimi Nautilus del 50° anniversario, festeggiato quest’anno. Senza dimenticare i molti orologi ricchi di smalti delle ricorrenti collezioni di Alto Artigianato.

Calatrava 7200
La cassa vista lateralmente mostra il profilo sottile: solo 7,37 mm di spessore. Sono evidenti anche le anse leggermente ricurve, il cui design è stato ritoccato per migliorare l’ergonomia, che racchiudono le barrette a vite, e la corona dalla sottile scanalatura, ornata della Croce di Calatrava, simbolo non solo dell’omonima collezione ma della stessa Maison.

Conclusioni

Concludo con le ultime, necessarie informazioni. Il prezzo, prima di tutto: il Calatrava 7200, in entrambe le referenze, costa 35.759 euro, in linea con gli altri modelli maschili della collezione – con i quali però non si possono fare paragoni diretti, visto che quelli hanno un peso maggiore in oro, diverse lavorazioni e diversi movimenti. Ma credo che sia importante fare alcune considerazioni. Certo, il prezzo ci fa capire che Patek Philippe, con il Calatrava 7200, si rivolge a un tipo di donna quanto meno benestante. Ma soprattutto una donna con una certa cultura orologiera, che conosca lo stile Officier tanto quanto il calibro 240, che sappia di cosa stiamo parlando e sia consapevole di quello che sta acquistando. E, per fortuna, di donne così ce ne sono sempre di più, almeno a livello internazionale.

Articolo a cura de Il Giornale degli Orologi

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.