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L’OROLOGIO 173, questo weekend in edicola.

18 dicembre 2008 Dody Giussani
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Dall’ampio reportage sulla Seiko, al volume monografico Omega in regalo, vi abbiamo preparato un doppio numero d’eccezione, che vi farà buona compagnia per le vacanze di Natale…

In esclusiva per l’Italia, su L’OROLOGIO 173 potrete leggere otto pagine di reportage sulla manifattura Seiko e i suoi più importanti siti produttivi, che abbiamo visitato per voi. L’azienda giapponese è una realtà da migliaia di dipendenti, che con l’introduzione dell’orologio da polso al quarzo, nel 1969, ha trasformato per sempre il mondo orologiero e che, oggi, si accinge a puntare alla fascia più alta del mercato con realizzazioni di pregio e inedite nel panorama mondiale. Siamo andati fino in Giappone per farvi scoprire un modo diverso di produrre orologi, legato a una cultura antica, fatta di molto lavoro, di rigore e di ingenti investimenti nei mezzi di produzione (stiamo parlando di uno dei maggiori fabbricanti al mondo di movimenti e componenti, a partire dalle molle a spirale).

Per gli appassionati di Omega, ma anche per gli altri, in regalo con questo numero c’è la sorpresa di un corposo volume monografico interamente dedicato alla Casa di Bienne e firmato da alcune delle più prestigiose firme della stampa specializzata internazionale sotto l’egida della rivista Chronos: fra le più apprezzate testate europee, almeno da chi ha la fortuna di leggere il tedesco. Finalmente, alcuni degli interessanti articoli di Chronos sono tradotti in italiano e li trovate nel fascicolo allegato a L’OROLOGIO 173, dove potrete ripercorrere la storia passata e presente di Omega, oltre a leggere un’inedita intervista al Presidente del marchio, Nick Hayek.

Siamo poi stati in Svizzera, per analizzare nel dettaglio i sistemi di produzione IWC, un’azienda sempre più attenta alle problematiche ambientali, che ha recentemente ottenuto la certificazione CarbonNeutral, grazie all’azzeramento delle emissione di CO2, compensate da interventi a favore del rimboscamento del pianeta e della protezione dell’ambiente naturale.

Sempre in Svizzera, ma nella regione di Neuchâtel, abbiamo poi potuto visitare una nuova realtà produttiva, un nome che potrà anche far storcere il naso oggi ai “puristi”, ma che ci riserverà in futuro sorprese di sicuro interesse per tutti gli appassionati: Louis Vuitton. La filosofia del marchio e i suoi progetti nel campo dell’orologeria meccanica ci sono illustrati dal direttore del settore orologi e gioielli, Albert Bensoussan.

Buona lettura!


  1. croixmalte
    30 dicembre 2008 a 22:14 | #1

    Gent.ma Signora Giussani.

    Molto molto bella la monografia di Chronos sugli Omega.
    La sto leggendo con tanto interesse! Grazie!
    Compro ogni tanto la rivista tedesca, anche se non mastico bene la lingua “germana”, e devo dire che è effettivamente una delle più serie e tecniche del panorama, con prove e tests. Cosa che in Italia, purtroppo è “tabù”…..

    Volevo sapere, se questa collaborazione con Chronos presenta margini di continuazione. Non sarebbe affatto male, anzi direi proprio interessantissimo, leggere articoli, tradotti in italiano, di esperti come Brunner e Pfeiffer-Belli.

    Con tutta la stima

    Antonio Ciardo.

  2. Dody Giussani
    12 gennaio 2009 a 16:08 | #2

    Caro Antonio,
    Siamo felici di averle fatto un regalo gradito.
    La monografia realizzata da Chronos per Omega, e allegata al numero 173 de L’Orologio, non è il frutto di una collaborazione diretta fra le due testate, ma è nata grazie alla intermediazione della Omega stessa.
    Per il momento, quindi, non prevediamo di allegare a L’Orologio altri fascicoli della testata tedesca, la cui filosofia editoriale, peraltro, è abbastanza diversa dalla nostra e molto legata al mercato domestico, con un’evidente predilezione per i marchi germanici.
    Per il futuro, comunque, abbiamo in serbo altre iniziative altrettanto interessanti.
    Continui a seguirci.

  3. croixmalte
    13 gennaio 2009 a 22:43 | #3

    L'OROLOGIO 173, questo weekend in edicola.Gent.ma Sig.ra Giussani.

    Grazie per la risposta.
    Vi seguo sempre, e vi seguirò in attesa di nuove e gradite sorprese…speriamo non troppo lontane però…
    Per esempio, monografie delle case sono sicuramente ben accette da parte di tutti gli appassionati!

    Guardi, ho qui proprio l’ultimo numero di Chronos (01.2009 col DeepSea in copertina).
    Mi permetta però di dissentire la sua affermazione.
    Sulla rivista non si parla soltanto di orologi tedeschi, ma anche e soprattutto di svizzeri.

    La ringrazio ancora vivamente.
    Cordialmente

    Antonio.

  4. Dody Giussani
    14 gennaio 2009 a 19:59 | #4

    Carissimo Antonio,
    speriamo di non deluderla, allora!
    Noi in passato abbiamo pubblicato degli articoli monografici dedicati alle diverse Case. Forse è il momento di riproporre qualcosa di simile.
    In quanto a dissentire, può farlo come e quanto vuole! Però non intendevo affermare che Chronos parli solo di marchi tedeschi, mi dispiace se è sembrato così (sarebbe assurdo). Quello che è vero è che c’è una forte predilezione della stampa tedesca per i marchi nazionali, che si esprime in molti modi. Non sto qui a dilungarmi. Volevo solo dire che forse ha preso la mia affermazione un po’ troppo alla lettera.
    Sulle differenze tra la stampa tedesca e quella italiana, poi, potremmo andare avanti per ore. Quello che ho imparato, frequentando la stampa internazionale, è che ad esempio i giornalisti tedeschi sono molto attenti all’aspetto meccanico e tecnico dell’orologio, trascurando spesso lo stile e il disegno o particolari non irrilevanti come il quadrante. Ma non è una critica, è solo una annotazione per spiegare le differenze culturali che poi sfociano nelle diverse linee editoriali di riviste specializzate nello stesso campo. Per quanto mi riguarda, sono felice che tali differenze esistano. Non sono una sostenitrice della globalizzazione. Poi, ci sarà chi preferisce un prodotto e chi un altro.
    Cari saluti.

  5. croixmalte
    14 gennaio 2009 a 23:08 | #5

    Gent.ma Sig.ra Dody.

    Non volevo assolutamente essere polemico dissentendo la sua affermazione. Lungi da me.

    In effetti è proprio come dice lei.
    I tedeschi sono molto più attenti alla tecnica che al resto.
    Sono teutonici…sono tedeschi!

    Le confesso una cosa.
    Premettendo che sono veramente “malato” di orologite acuta cronica…sogno una rivista, italiana, completa. La vostra impostazione è ottima! Ma se si tornasse con le prove tecniche del caro Paolo, le aperture dei fondelli per far ammirare i movimenti (è quello che vogliono i “Veri” apassionati), sarebbe veramente completissima, il massimo!

    Grazie per l’attenzione che mi ha rivolto Sig.ra Dody in questo breve dibattito.

    La saluto cordialmente.
    Antonio.

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