
Seguendo l’onda, sul prossimo numero de L’Orologio, fra pochi giorni in edicola, troverete una guida all’acquisto dedicata proprio ai modelli “genderless”, con casse da 37 e 38 millimetri.
Eppure, parlando con i concessionari, non solo l’offerta, ma anche la richiesta di orologi più grandi è ancora altissima e decisamente maggiore rispetto a quella di modelli dalle dimensioni contenute. Così come rimane un punto fermo il datario, ricercato dalla maggior parte della clientela, al contrario del parere degli utenti più attivi su social e forum. Come mai questa discrepanza?
Sono propensa a pensare che gli influencer (quelli veri, cioè coloro che seguono il settore guidati dalla passione) stiano lentamente dettando una tendenza, anche se questa ancora non coincide con il gusto comune di tutta la clientela. Del resto, è sempre il pubblico più vicino al prodotto che precorre le mode
E a forza di commenti perentori e stilettate alle firme orologiere, almeno in Europa gli opinion leader del mercato stanno già ottenendo qualche risultato. Cresce l’offerta di modelli senza datario e diverse marche stanno ridimensionando i loro segnatempo, addirittura quelli nati oversize quasi un secolo fa. E voi, quale tendenza abbracciate: quella del grande pubblico o degli appassionati più duri e puri?






