La valvola per l’elio

pillole

In luoghi asciutti e a profondità molto elevate – è il caso delle campane, dei batiscafi e delle basi sottomarine – è necessario l’impiego di un’atmosfera artificiale costituita da una miscela di ossigeno, idrogeno ed elio. Quest’ultimo, però, è un elemento da tenere sotto controllo quando si parla di orologi in immersione poiché, essendo le sue molecole molto piccole, sono le più pronte a penetrare anche in ambienti stagni come la cassa dell’orologio e, in fase di risalita, anche se lenta, determinarne la rottura del vetro. Entra in gioco a questo punto la necessità, per gli orologi subacquei professionali, di possedere una valvola per la fuoriuscita dell’elio, la cui funzione è quella di liberare in poco tempo, durante il periodo di riemersione, quando la pressione torna a essere quella atmosferica, l’elio rimasto intrappolato nella cassa ed evitare così che prema disordinatamente dove meglio capita. La valvola può assumere le sembianze di una corona a vite o – più comunemente – di un “pulsante” nascosto nella carrure e in entrambi i casi, quando è chiusa o non attiva, deve assicurare l’impermeabilità della cassa e deve essere azionata esclusivamente all’asciutto. Inoltre, la presenza di un simile dispositivo è indice del fatto che l’orologio è stato progettato per un uso professionale, e quindi secondo criteri di estrema robustezza e affidabilità. In foto, il Khaki Navy Frogman di Hamilton, che è dotato di valvola per la fuoriuscita del gas elio, caratteristica che lo consacra a un subacqueo di livello professionale, impermeabile fino a 100 atmosfere (1.000 metri).

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