Girard-Perregaux – Scappamento Costante Luigi Macaluso
Lo Scappamento Costante Girard-Perregaux è ormai integrato nei movimenti che animeranno i nuovi modelli della collezione Alta Orologeria della Marca. Sulla base dei prototipi presentati nel 2008, ci sono voluti cinque anni di sviluppo e perfezionamento per concretizzare questo concetto in un nuovo movimento. Il nome di Constant Girard, oltre ad essere una delle figure storiche della Maison, ci riporta ad una nozione di orologeria meccanica che soggioga i creatori sin dalla notte dei tempi: la forza costante. Lo scopo della Marca era quello di raggiungerla mediante un approccio del tutto innovativo. Per valutare il problema e capire veramente la portata dell’innovazione, è necessario ricordare alcuni concetti di base. Nel cuore di un orologio meccanico regna l’organo regolatore, che regola il flusso dell’energia ricevuta dal bariletto per animare il treno degli ingranaggi e la velocità di rotazione delle lancette. L’immagine classica è quella di un rubinetto che controlla il flusso d’acqua. Il fattore principale non è tanto la velocità dei battiti di questo cuore, la frequenza selezionata, ma la loro regolarità. Il valzer può essere a tre tempi, a quattro tempi, persino a mille, ma la cosa essenziale è che mantenga la battuta per tutta la durata e fino alla fine. Diversi sistemi sono stati inventati prima che s’imponesse negli orologi da polso il famoso scappamento ad ancora svizzero, che è presente quasi nella totalità. Tuttavia, soffre di un difetto: può soltanto restituire l’energia che riceve dal bariletto, che diminuisce con il passare del tempo. Quest’energia, che definisce la precisione cronometrica è troppo forte all’inizio ed insufficiente alla fine, come una macchina a corto di vapore. Una curva, che solletica ed infastidisce gli orologiai, illustra il fenomeno: l’ampiezza, sia di un angolo di rotazione di un bilanciere a spirale sia di un pendolo, che diminuiscono il loro movimento a fine corsa. Il principio di uno scappamento a forza costante è che l’energia del bariletto viene restituita dallo scappamento al regolatore (bilanciere) in maniera costante. Per ottenere ciò, l’idea è stata quella di integrare nello scappamento un dispositivo intermedio, costituito da un nastro estremamente sottile che accumula costantemente l’energia fino alla soglia dell’instabilità per poi trasmetterla integralmente ed istantaneamente prima di ricominciare il ciclo. Il fenomeno è conosciuto con il nome di instabilità, che è il passaggio dallo stato di compressione a quello di flessione. Gli specialisti di energia parlano di nastri infuocati. Qui il nastro, che è in silicio, ha lo spessore di un sesto di capello. Esso svolge il ruolo di micro-accumulatore di energia. Con questo nastro nel punto più vicino al suo stato d’instabilità è sufficiente una quantità infinitesimale di energia – micro-impulso dato dal bilanciere (meno dirompente che nello scappamento ad ancora) – affinché passi da uno stadio all’altro sfruttando questo movimento per rilanciare il bilanciere e compensare l’energia variabile del bariletto, liberando ogni volta la stessa quantità di energia. A differenza di altri sistemi che propongono una forza costante fornita da una media, si tratta di un autentico scappamento a forza costante poiché quest’ultima è istantanea e continua. Essa è, in effetti, perfettamente misurabile con metodi di analisi di laboratorio. I designers hanno scelto una costruzione doppia e simmetrica. Non per ragioni estetiche, ma per una questione di equilibrio delle forze al centro del bilanciere, evitando una concentrazione di costrizioni in questo punto, assicurando così un punto di rotazione completamente libero. Il nastro, costituito da un unico pezzo, è fissato alle due estremità e gioca un ruolo decisivo nella chiusura del punto di contatto dove viene esercitata la micro-impulsione che lo farà scattare istantaneamente. Dietro ad un principio relativamente semplice si nasconde l’esigenza di una precisione assoluta nella realizzazione, che sarebbe stata impossibile prima dell’utilizzo del silicio e dell’avvento di nuove tecniche di produzione dei componenti, come l’incisione profonda (DRIE). La partnership con il CSEM (Centro Svizzero di Elettronica e di Microtecnica) di Neuchâtel è stata determinante. Orologiai esperti e fisici hanno effettuato calcoli complessi per determinare le caratteristiche del nastro e degli altri fattori che influenzano il punto di cedimento. Alla fine, la struttura del dispositivo che comprende il nastro è monolitica. Quest’ultima è come in levitazione virtuale e non subisce alcun attrito ad eccezione del momento dell’impulso e della flessione del nastro. L’energia del nastro viene trasmessa direttamente al bilanciere. Dal momento che il nastro è l’elemento chiave dello Scappamento Costante, la sua vibrazione naturale è stata privilegiata al momento della scelta della frequenza: 3 Hz (21’600 alternanze/ora) affinché la magia si adoperi. Ma il futuro rimane aperto ed alcuni test sono già stati effettuati ad altre frequenze. Tuttavia, la sfida non è quella dell’alta frequenza. Per accogliere questo eccezionale movimento, con il suo originale ed innovativo scappamento, la cassa doveva essere all’altezza del capolavoro d’ingegneria valorizzandolo, senza nasconderlo. Con la collezione di Alta Orologeria Scappamento Costante, il primo modello dello di scappamento a forza costante si distingue per il suo design decisamente tecnico e contemporaneo nel rispetto dei codici della Marca e della sua tradizione creativa. Il movimento è alloggiato in una confortevole cassa rotonda di 48 mm. in oro bianco con carrure arrotondata. Per offrire la massima visibilità allo scappamento, alle sue ali di farfalla ed al suo nastro vibrante nel suo asse mediano, le ore ed i minuti si posizionano in un quadrante decentrato ad ore 12.00. Quest’ultimo è racchiuso tra due riserve di energia che costituiscono i doppi bariletti. La riserva di carica lineare appare ad ore 9.00. Tutta la parte inferiore dell’orologio è riservata allo Scappamento Costante, verso il quale convergono gli sguardi e che occupa brillantemente la scena principale, battendo alla frequenza di 3 Hz, 21.600 alternanze/ora. Sotto il vetro zaffiro anti-riflesso sono visibili i 3 ponti, emblema della Marca, che giocano il loro ruolo strutturale in una disposizione inedita. Questo calibro a carica manuale non supera gli 8 mm. di spessore, mentre la cassa che lo accoglie è di 14,63 mm. Il movimento è visibile dal fondello in vetro zaffiro con 6 viti di sicurezza, attraverso il quale si può ammirare sotto un’altra angolazione la notevole costruzione tridimensionale di un movimento d’eccezione. Dotato di un cinturino in alligatore cucito a mano e con fibbia pieghevole, il modello è proposto in un’edizione non limitata poiché entrerà a far parte della collezione di Alta Orologeria Girard-Perregaux.
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