Vediamoci in edicola

 

Quando una pubblicazione è “in chiusura”, l’atmosfera è quella della settimana prima di un esame importante.
Realizzare un mensile dovrebbe significare avere un mese di tempo per completare il lavoro. E di fatto è così. Ma la sensazione è che tutto si svolga nell’ultima settimana. Sette giorni di ritmi impossibili, a scrivere, impaginare, correggere e tirare tardi perché “dobbiamo andare in stampa”. Però poi si riprende fiato. Si recuperano le energie. E il mese dopo ci si ritrova di nuovo a completare il lavoro sul fil di lana.

Ecco, il mese di novembre per noi è il non plus ultra della chiusura redazionale. Nell’arco di 30 giorni mandiamo in stampa quattro pubblicazioni: L’Orologio di novembre (appunto), l’Yearbook, l’Almanacco e L’Orologio di dicembre/gennaio. Novembre è quel mese dell’anno in cui ti chiedi perché non hai perseguito il sogno di fare l’astronauta, mestiere che in questo momento ti sembra molto meno stressante.

Però quando la rivista è stampata provi la stessa emozione di quando consegnavi il libretto al professore. È fatta. Quindi questo mese ci “spreme” lavorativamente, ma ci regala il quadruplo della soddisfazione
Tutto ciò, per dire che andare in edicola in questi giorni sarà una bella esperienza, perché troverete il numero 290 de L’Orologio con in copertina il nuovo Carrera ispirato al Dato 45, l’Yearbook con lo Speedmaster Silver Snoopy Award e, a breve, anche il nostro Almanacco, consegnato oggi alle stampe.
In copertina, il Sacro Graal del 2020: chi indovina?

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