In produzione dal 1954, l’IWC Ingenieur era un orologio antimagnetico, dalle linee sobrie, pensato per scienziati, ingegneri o medici. Negli anni ’70 IWC decise di svecchiarne le linee affidando il lavoro a Gérald Genta, lo stesso creatore del Royal Oak di Audemars Piguet e del Nautilus di Patek Philippe, tra gli altri. Il design del nuovo Ingenieur SL (SL stava per steel luxury), presentato nel 1976, aveva poco in comune con quello originale. La cassa disegnata da Genta era tonneau e aveva una lunetta tonda con viti a vista, il bracciale era integrato. Il diametro era di 40 mm, ragion per cui la referenza venne chiamata Jumbo. La cassa interna in ferro dolce schermava il movimento da campi magnetici.
Ed è proprio quel modello che IWC ripropone con una versione che, seppur molto fedele al design di Genta, si aggiorna con nuove soluzioni tecniche ed estetiche che lo trasportano direttamente nel XXI secolo e ne migliorano ergonomia e proporzioni.
Se l’Ingenieur SL del ’76 aveva un bracciale piuttosto grande e anse prominenti che aumentavano la lunghezza della cassa, il nuovo modello presenta un attacco della maglia centrale di nuova concezione, esteticamente simile a quello dell’originale ma in grado di assicurare una migliore ergonomia al polso.

Riprendendo il motivo quadrettato a rilievo del quadrante del suo predecessore, l’Ingenieur Automatic 40 presenta un motivo a griglia, con linee sfalsate di 90 gradi l’una rispetto all’altra, stampato sul pezzo grezzo in ferro dolce prima di essere galvanizzato. La posizione del logo, ribilanciato nelle proporzioni, è stata accuratamente allineata con il disegno delle linee della griglia.







